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Dave Matthews e i suoi diavoli

Dave Matthews - Some Devil
Etichetta: Bmg - Voto: 6
Brano Migliore: Gravedigger
Tra uno sbadiglio e un vivace ricordo di "Busted Stuff", il grande artista americano torna con il suo primo lavoro da solista. Un album particolare, che strizza l'occhio al pop e che forse si concede un pò troppe influenze.


a cura di Slug

Dave Matthews ha messo (momentaneamente?) in naftalina la sua mitica band per cominciare una nuova avventura, più difficile e per questo più allettante, da solista.
Questo debutto, come ogni "prima volta", ha i suoi risvolti postivi e negativi.
"Some Devil" è album particolare, piatto e scialbo in alcuni momenti, decisamente migliore in altri ma comunque distante dai suoi lavori passati.
In questo suo primo tentativo da "solista", il grande artista americano non ha lo smalto dei bei tempi andati, il suo rhythm'n'blues è stato in parte barattato con sonorità più pop, con "oltraggiose" concessioni elettroniche. Matthews ha deciso di esplorare un mondo a lui assolutamente estraneo, le sue movenze sono impacciate, il suo stile poco consono.
Per fortuna ci sono delle eccezioni. Alcune canzoni si ritrovano ben sopra la media, vedi "So damn lucky", "Gravedigger", "Too High" e potenzialmente potrebbero elevarsi al grado di hits.
Mancano invece gli acuti ai quali il chitarrista ci ha ormai abituato in passato (mi riferisco a "Everyday" o "Busted Stuff"), non c'è spazio in questo lavoro per il marchio della "Dave Matthews Band".
E pensare che accanto all'autore ci sono personaggi di tutto rispetto come Trey Anastasio (che suona in cinque brani) e Tim Reynolds, mostri sacri della sei corde.
Dave Matthews gioca a fare l'Elvis Costello solo che tra i due personaggi ci sono parecchie differenze di stile. Purtoppo non basta riempire il contenitore di arrangiamenti d'archi, fiati e pitches. In questo album non si percepisce molta creatività e capacità di adattarsi ai tempi.
Sarebbe stato meglio sbattere la porta in faccia al pop e proseguire per la propria strada, rispolverando dall'armadio del rhythm'n'blues quelle sonorità che hanno fatto conoscere questo artista comunque straordinario a mezzo mondo.
Di positivo in questo album ci sono la voce, senz'altro immune alla ruggine del tempo, i testi di "Gravedigger", semplicemente inarrivabili, le collaborazioni delle illustri orchestre della Dirty Dozen Brass Band, Total Experience Gospel Choir e della Seattle Group Strings, il booklet che accompagna il prodotto e il cd live con Reynolds in omaggio nell'edizione limitata.
Detto ciò Dave Matthews resta uno degli artisti più importanti dei nostri tempi, un musicista di primissimo piano nella scena rock mondiale. Speriamo che non si bruci definitivamente, se ne sentirebbe la mancanza.

In rete:
- Sito ufficiale
- Alcuni indirizzi web dedicati alla band
- Le foto dei Dave Matthews su Excite Search
- Il sito ufficiale della BMG, la casa discografica

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