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Gran Festa per Notre Dame de Paris

Notre Dame de Paris, il famoso musical di Riccardo Cocciante, è tornato a Roma per festeggiare il suo secondo anniversario di successi in tutto il mondo.
Amatissimo e applauditissimo, lo spettacolo prodotto da David Zard va avanti al GranTeatro fino al 28 marzo.

 
a cura di Attalea
 
«È una storia che ha per luogo Parigi nell'anno del Signore millequattrocentottantadue, storia d'amore e di passione. E noi gli artisti senza nome, della scultura e della rima, la faremo rivivere da oggi all'avvenire.»
E' stata una festa in piena regola quella che in occasione del secondo anniversario di Notre Dame de Paris ha fatto rivivere a Roma, lo scorso 14 marzo, la storia d'amore e di passione tratta dal "Gobbo di Notre Dame" di Victor Hugo.
GranTeatro stracolmo, pubblico esuberante, applausi e grida ad accompagnamento quasi ininterrotto dello spettacolo e, nel finale, calca in delirio sotto al palco.
In effetti Notre Dame de Paris, fratello maggiore di "Tosca, amore disperato" di Lucio Dalla, ne ha di cose da festeggiare: 2 anni di successi e milioni di spettatori in tutto il mondo, più innumerevoli premi (migliore coreografia, migliore scenografia, miglior corpo di ballo, migliore regia).
Sul palco, per la "rappresentazione di compleanno", Ilaria Andreini (Esmeralda), Heron Borelli (Febo), Chiara Di Bari (Fiordaliso), Fabrizio Voghera (Frollo), Cristian Mini (Clopin), infine Jo di Tonno (Quasimodo).
Lo spettacolo è grandioso, una concentrazione di estreme bravure e di sapienza di mestiere, un insieme impressionante. Tanto che, volendo trovare il difetto, viene di andarlo a cercare proprio lì, nell'effetto praticamente schiacciante del "tutto troppo".
Musica, voci, luci e movimento sono sempre, contemporaneamente, tutti al massimo. Forse il musical è questo e piace solo così, eppure sembra strano che qualcosa che gira a velocità costante e che suona sempre allo stesso volume (cioè sempre forte), coinvolga davvero. A istinto direi che il risultato è quello di tenere inchiodata l'attenzione, di colpire piuttosto che "toccare", e questo, se fosse dimostrato - ma servirebbe un sondaggio - non sarebbe proprio un pregio.
Non si possono rendere davvero tutte le emozioni e i tanti significati di una storia come quella del gobbo di Notre Dame senza mai "cambiare tono". Non basta la bella musica di Cocciante, bellissima e toccante in alcuni momenti, soprattutto nelle canzoni di Quasimodo, né il musical, così come l'opera, può affidarsi troppo ai testi e non solo perché c'è comunque sempre il canto "di mezzo", ma anche perché i testi stessi sono rimaneggiati e riconfezionati per accompagnarsi adeguatamente alla musica.
Quello che rende tanto armoniosa, immediata e intensa la comunicazione nell'opera e che invece sembra mancare nel musical, è il gioco (o lavoro) di precedenze reciproche in cui le arti e i mestieri che ne sono parte si lasciano il passo o si rubano a vicenda la scena.
E' impensabile una rappresentazione lirica con musica, canto, movimento, regia e scene costantemente e contemporaneamente al massimo della capacità espressiva. Forse ci hanno anche provato in tempi lontani, e sicuramente hanno a lungo discusso su se e su quale tra le arti - canto e musica in particolare - dovesse avere la precedenza 'di diritto'. Verdi e Wagner sono stati esponenti di due scuole di pensiero che per anni si sono contese la scena dentro e fuori i teatri. Questo in grande, perché poi, nel "piccolo", le diverse opinioni e soprattutto i diversi interessi provocano ancora oggi discussioni, a volte molto accese, durante le prove.
Non avrebbe neanche senso ipotizzare il numero dei cantanti che hanno fatto il diavolo a 4 per rivendicare il primato della propria voce sul suono dell'orchestra... sarebbe comunque un numero strabiliante.
Però l'opera, in confronto al musical - nato appena un secolo fa - è una signora antica e chi si è occupato di lei per passione e per mestiere ha imparato a trattare con la sua complessità, riuscendo così a regalare tante sfumature alle orecchie, agli occhi, al cuore e alla mente. Un giorno forse questo avverrà anche nel Musical.
 
Sito ufficiale: Notre Dame de Paris

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