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Volcano! Beatiful Seizure

Etichetta: The Leaf Label

Ad inaugurare un inedito filone chitarristico allinterno del catalogo delletichetta Leaf ci pensano i Volcano!, ragione sociale programmatica e al tempo stesso fantasmagorica per un power trio che esordisce con il proverbiale botto.
Un filo diretto con i mood più accattivanti delletichetta newyorchese, se proprio li si vuol cercare, si ravvisano nelliniziale Kalamazoo e in $40,000 Plus Interest nelle quali la trama soffice di campanellini e giocattoli ricordano la Colleen del recente The Golden Morning Breaks (ma anche gli Animal Collective in post orgasmic chill). Ma sono soltanto anticamere silenti della deflagrazione.



Un free rock robusto e coriaceo è il piatto messo in tavola, una portata abbondante che da una parte vomita abrasioni chitarristiche Arto Lindsay (rumore bianco, tic nervosi, scatti spasmodici), e drumming jazzato à la Jim White (Dirty Three), dallaltra fagocita teatralità e spasmodiche pose a metà tra il rock in opposition dei settanta e lo spirito freakadelico degli Animali di Baltimore County.
E se a qualcuno tutto ciò suonasse già ostaggio di antiche fughe avant, i Volcano! rispondono tirando la trama per il collo senza spezzarla, conservandone il canovaccio di forte e di piano rispettandone i tempi e soprattutto non dimenticano la paranoica lezione melodica della new wave. Aaron With canta un po come il Thom Yorke più invasato, ma è anche in grado di sbeffeggiare Devendra con una straziante traccia per solo canto in spagnolo (La Luvia), come calarsi in mesmerici deliri à la Tim Buckley eroinomane (Frozen Escape), senza dimenticare una mezza misura per un rock à la Deerhoof, e con tutto ciò impugnando la seicorde in decine di modalità differenti: alternando rumore no wave e dissonanza Dischord (Red And White Bells), free jazz trout-mask ( Easy Does It ) e tele psych ( $40,000 Plus Interest).
A contrappeso, Mark Cartwright è il perfetto pivot della formazione: mai fuori posto luomo nei tocchi a base di scrosci di lava, campane distorte, diapason, frequenze radio Pere Ubu, found music di fischi, vettovaglie e suonini. E con il drumming di Scanton lassetto è in grado di sfornare frutti e gemme preziose che più che nella già portentosa e forse un po autoindulgente - Easy Does It, trova i suoi zenit espressivi allattacco di Red And White Bells (il sound June Of 44 che rinasce dalle proprie ceneri), nellefficacissima tenuta quadrata del rock al fulmicotone di Apple Or Gun (saliscendi di riff chitarristici, canto a rotta di collo, ronzii elettronici, bassi dubbati) e nella strabiliante savana al crepuscolo di Hello Explosion (tra scorticamenti di corde e languidi linee lisergiche di chitarra, archi e fisarmonica). Il resto lo scoprirete voi stessi.
Finora, il miglior act del 2006.

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