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A Fine Frenzy - On Cell In The Sea

Con un suono raffinato, direi troppo, che ricorda tanto l’introversione di Tori Amos quanto le aperture dei primi Talk Talk, la stella alternativa A Fine Frenzy (che all’anagrafe fa Alison Sudol) si dimena tra sovracuti in stile Dolores O’Riordan e svolazzamenti di scuola Alanis Morrisette in un condimento un po’ Coldplay e un po’ Keane, rigorosamente senza il minimo cenno di originalità.

Non basta: tutti i riferimenti fin qui citati non sono che la punta di un iceberg; le canzoni di On Cell In The Sea, un’ora di musica tra le più inutili che vi potrà mai capitare di ascoltare, prendono a man bassa da un repertorio talmente vasto da risultare soffocante. Ci sono echi di Rufus Wainwright, di Roxy Music e addirittura anche qualche orchestrazione stile Philip Glass. A mancare è solo Alison Sudol che, evidentemente, non ha personalità. Poverina.

Ancora una volta viene da chiedersi come mai Elisa non sia diventata una superstar internazionale. Qualsiasi album della nostra Toffali vale cento volte questo grottesco tentativo di realizzare una raccolta di hit radiofonici dei quali, sicuramente, tempo sei mesi e nessuno si ricorderà più.

Prendete nota del titolo (ed anche delle due copertine diverse che vedete in testa e in calce!) e se lo trovate in giro, evitatelo come la peste.


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