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A perfect Circle - Emotive

Casa Editrice: Virgin - Voto: 8
Brano migliore: Imagine

Emotive non è solo un album, è un qualcosa in più. E' un marchio, un sigillo, un insegnamento, una vocazione.
Gli A Perfect Circle si sono spinti dove pochi gruppi avevavo osato spingersi. Hanno svestito completamente dieci delle canzoni più suonate e conosciute e le hanno abbigliate con una veste cupa, crudele, amara, malinconica, nichilista, quasi fastidiosa nella sua innovativa bellezza.

La band di Maynard James Keenan torna a distanza di un anno dal suo ultimo capolavoro discografico "Thirteen step" e si riaffaccia con un progetto innovativo, originale che si presenta con 10 cover di grandi interpreti del passato e due inediti.
Emotive parla di guerra, di pace, di diplomazia contro ogni forma di usurpazione e lo fa attraverso i testi di artisti che con la loro musica hanno dato un grande contributo alla causa pacifista (la copertina, con il simbolo della pace bombardato, spiega tutto).
Il pregio più evidente di questo lavoro è quello di impedirti di poter fare un paragone con i brani originali in quanto, testo a parte, essi risultano talmente distorti e diversi da risultare irriconoscibili.
L'oscurità di questo cd riflette lo stato d'animo attuale presente nel mondo e in America in particolare (il disco è uscito il 2 novembre, in contemporanea con l'apertura delle urne elettorali per le elezioni presidenziali americane).
Il senso di inadeguatezza, di malinconia, di pathos ci accompagna durante tutto il viaggio, dall'open track Annilathion, insinuante e insidioso rifacimento dell'originale dei Crucifix, fino a Fiddle and The Drum, track di chiusura della poetessa Joni Mitchell, riadattata a cappella corale.
Il suono dei Circle è inimitabile, talmente bello e pieno da non stancare. Le chitarre, maestose nel loro incedere e la voce di Maynard riempiono ogni angolo di questo cd, senza tregua.
Eccellente l'inedita Passive, segnata da una ritmica potente e da un ritornello non indifferente, con la voce di Maynard moltiplicata per dieci, cento, mille volte. L'altra inedita dell'album "Counting Bodies Like Sheep To The Rhythm Of The War Drums" è bella e coinvolgente ma troppo simile nel sound ai Nine Inch Nails per definirla un capolavoro.
Per quanto riguarda le cover, ottime le scelte di "Gimme Gimme Gimme" dei Black Flag, della straziante "People are people" dei Depeche Mode, della cupa e mefistofelica "What's going on" di Marvin Gaye e "When The Levee Breaks", blues del 1929 portato al successo dai Led Zeppelin.
Infine una nota a parte merita Imagine, così oscura e angosciata da far venire la pelle d'oca già dal primo ascolto.
Gli A perfect Circle hanno sfornato un nuovo capolavoro. Avevate per caso dei dubbi?

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