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AA.VV. - Monsieur Gainsbourg Revisited

Etichetta: Barclay - Voto: 7.5
Pezzo migliore: Lhotel, Lola R. For Ever

Pubblicato per celebrare i 15 anni dalla scomparsa, esce in questi giorni Monsieur Gainsbourg Revisited , album tributo alla genialità pop di Serge Gainsbourg, che vede in scaletta riletture firmate Franz Ferdinand, Cat Power, Tricky, Placebo, The Kills, Portishead e così via superstareggiando ....


Non è la prima volta che si celebra Gainsbourg e tra i tributi più riusciti val la pena ricordare quello superbo della Tzadik di John Zorn del 1997, concentrato sull'aspetto Jewish del musicista e quello di Mick Harvey (ex Bad Seeds ) che una decina di anni fa pagò il suo personale pegno a Gainsbourg con ben due album.
Pur nella sua effimera forma, la scrittura musicale di Serge Gainsbourg è ancora oggi formidabile, in grado di creare dei piccoli classici che, mascherati da canzonetta, possedevano (e posseggono tutt'ora) tutte le caratteristiche dell' evergreen . In questo, credo, sta il segreto di tanta adorazione per Serge da parte di musicisti di tutto il mondo. E' difficile resistere alla potenza delle sue canzonette, siano esse le versioni originali che le centinaia di cover che regolarmente vengono realizzate. Composizioni esili e naif, al limite del principiamento che, proprio per questo, risultano malleabili e disponibili alla rilettura nelle forme più strane e bizzarre senza che questo ne sminuisca di un grammo il potere comunicativo.
L'album si apre con i Franz Ferdinand che rifanno Sorry Angel con la complicità della signora Gainsbourg, Jane Birkin , in persona. E' pazzesco come le canzoni di Serge siano sempre così riconoscibili pur lasciando posto alla personalità di chi le interpreta. Questa dei Franz, ad esempio, potrebbe benissimo essere scritta da Kapranos e stare nel loro ultimo album senza apparire fuori luogo. Lo stesso succede con la (inevitabile) versione di Je T'aimeMoi non plus che, per mezzo di Cat Power e Karen Elson (la moglie di Jack White) e con il testo in inglese ( I Love You Me Either ), diviene un attualissimo pezzo emo-rock.
Michael Stipe, quasi irriconoscibile, fa Hotel Particulier ( L'Hotel ) e ci viene da pensare che allora, forse, gli R.E.M. potrebbero cercare di mettere in atto l'agognato rinnovamento Se il cantante riesce a esprimersi in maniera così inconsueta! E che dire della straordinaria Lola R. con una rediviva Marianne Faithfull splendidamente accompagnata dalla cucina più celebrata della storia del reggae Sly & Robbie ? Da brividi.
Ma le sorprese sono molte altre ancora e tutte (o quasi) piacevoli. Dal Pulp Jarvis Cocker che si cimenta con Je Suis Venu Te Dire Que Je M'en Vais ( I Just Came to tell you That I'm Going ) su un tappeto dance realizzato da Kid Loco , fino alle divagazioni trip hop di due mostri sacri del genere come Tricky e i redivivi Portishead i quali, alle prese con una semi-pedissequa versione del Requiem Poun Un Con (Reintitolata Requiem for Anna ) ci fanno ben sperare sulla attendibilità delle voci riguardo un loro attesissimo terzo album. E poi ci sono The Kills che timbrano il cartellino con la Chanson de Slogans ( I call it Art ) che già era stata rinverdita dai Blonde Redhead qualche anno fa, Marc Almond con una versione di Boy Toy che, grazie ai Trash Palace , ha un sapore 80's-dance che ci fa tornare alla mente i suoi fasti giovanili coi Soft Cell e ci sono The Rakes ai quali è venuta la balzana idea di riarrangiare Le poinçoinneur des lilas ( Just a Man with a Job ), storico primo hit di Gainsbourg del 1958 in una versione flower punk da far impallidire l'ingenuo pezzo easy-jazz dell'origine.
Il tributo all'opera gainsbourghiana più amata dagli artisti indipendenti (Histoire de Melody Nelson) tocca ai Placebo che confezionano una versione del pezzo trainante di quel lavoro del 1968 (che in inglese diventa The Ballad of Melody Nelson) che sembra, per quanta personalità ci hanno messo, un estratto del loro ultimo Meds. Brian Molko , tra l'altro, contribuisce anche ad un'altra versione di Requiem pur un Con ( Requiem for a Jerk ) con la complicità di Faultine e Françoise Hardy.
Insomma un bel disco, per gli appassionati di Gainsbourg ed anche per coloro che stanno semplicemente cercando una graziosa compilation da sentire in auto o passeggiando con le cuffiette. L'unico lieve picco negativo è posto in coda al disco con l'inutile Those little Things ad opera di Carla Bruni . Noiosa come sempre ma, si sa, piace tanto ai francesi...
Chi dovesse scoprire Serge Gainsbourg solo grazie a questo tributo e si trovasse nella condizione di voler ascoltare più cose possibili di questo particolarissimo autore, può far riferimento a una serie di compilation a tema su etichetta Mercury (distribuzione Universal) uscite in edizione economica qualche anno fa e tutt'ora in catalogo.

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