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Addio a Guru, padre del rap

Guru, il rapper di Boston noto per i suoi testi intellettuali e le sue influenze jazz, è morto lunedì scorso all'età di 43 anni dopo aver combattuto per quasi un anno contro il cancro. Membro del duo Gang Starr, Guru – al secolo Keith Elam – era caduto in coma dopo essere stato colpito da un attacco cardiaco il 28 febbario. In un comunicato il suo producer Solar ha detto che il mondo ha perso una delle più grandi 'icone dell'hip hop di tutti i tempi'. Nel comunicato è stata pubblicata anche una lettera scritta dal musicista poco prima della sua morte in cui chiede che l'ex membro del gruppo Dj Premier 'non abbia più a che fare con il mio nome, né in tributi né in altro'.

Il primo album dei Gang Starr, gruppo in piedi dal cuore degli anni Ottanta (1985), è stato No More Mr. Nice Guy, pubblicato nell'89. Sono poi seguiti altri cinque album di successo tra cui Moment of Truth nel 1998. La prima prova da solista di Guru è stato l'album Jazzmatazz, Vol. 1 del 1993 in cui vengono mescolate melodie jazz e suoni hip hop. In tutto realizzò quattro volumi di Jazzmatazz. Da sette anni non lavorava più col suo ex sodale.

Dubbi a parte sulla lettera, sono state tante le reazioni alla morte del rapper: 'R.i.p. Guru! Abbiamo perso un'icona della musica hip hop. Sarai sempre con noi perché le leggende vivono per sempre', ha scritto via twitter P. Diddy. 'Veniamo da Allah e torniamo da Allah. Riposa In Pace Keith Guru. Un grand'uomo, poeta e sono fiero di dire amico per ventitre anni', ha scritto invece Q-Tip. 'Eri nella top five dei miei rapper preferiti! Riposa in pace Guru. Non voglio cercare di mettere zizzania, ma non credo che sia stato lui a scrivere quella lettera: 1) era in coma, 2) era in coma!', ha commentato dubbioso Questlove dei Roots.

Guru - Lifesaver
Guru - Keep Your Worries

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