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Addio a Salvatore Licitra, donati gli organi

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L'erede di Pavarotti non ce l'ha fatta. La sua vita s'è ferata a Donnalucata, vicino Ragusa. Salvatore Licitra è morto lunedì 6 settembre all'ospedale Garibaldi di Catania, dove era ricoverato fin dai primissimi momenti dell'incidente in moto che lo aveva precipitato in coma il 27 agosto. Aveva 43 anni.

Al termine del periodo di osservazione previsto i medici hanno decretato lo stato di morte cerebrale, condizione per la quale, anche se c'è ancora attività cardiaca grazie ai macchinari, il paziente versa in uno stato dichiarato irreversibile. I famigliari del tenore hanno deciso di donare gli organi dell'uomo.

Pare che il cantante, oltre a non indossare il casco al contrario della sua fidanzata, abbia perso il controllo del mezzo a causa di un malore. Non ha mai ripreso conoscenza dal giorno dell'incidente, nonostante i medici siano intervenuti per tentare di ridurre l'edema cerebrale. La camera ardente è stata allestita al teatro Massimo Bellini di Catania, per un ultimo saluto sulla scena. 'Mio figlio ha avuto il dono del bel canto che lo ha fatto grande in tutto il mondo, chi lo ha conosciuto sa bene quanto generoso sia stato sempre, questo atto adesso lo rende testimone straordinario della sua umanità che mette a disposizione di chi soffre', ha detto Paola, la madre del cantante al primario dell'Azienda ospedaliera Garibaldi.

Licitra era nato a Berna, in Svizzera, nel 1968, da emigrati ragusani e aveva iniziato la sua carriera di cantante a Parma nel 1998. In seguito, era stato notato dal maestro Riccardo Muti in una recita della Tosca nel 2000 alla Scala di Milano. Il tenore aveva poi sostituito il grande Luciano Pavarotti al Metropolitan di New York, un paio d'anni più tardi, interpretando il ruolo di Caravadossi, sempre nella Tosca.

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