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Addio al maestro Lelio Luttazzi

Addio a Lelio Luttazzi. Il maestro è morto alle 2,45 della scorsa notte, assistito dalla moglie Rossana, a Trieste, sua città natale dove era tornato da due anni.

Guarda il video di 'Una zebra a pois' di Elio Luttazzi

Il video di Lelio Luttazzi e Arisa in 'Sincerità'

Il peggioramento delle sue condizioni di salute, nonostante l'età, era stato piuttosto recente: circa tre mesi fa s'era manifestata una neuropatia periferica, di molto aggravatasi nelle ultime settimane.

Proprio da Trieste era partita l'avventura di Luttazzi, il 27 aprile 1923. Uno dei personaggi di maggior successo della musica italiana degli anni '50 e '60 nonché protagonista dell'allora imberbe tv, all'epoca di Studio Uno e di tanti altri varietà, della radio (chi non ricorda Hit Parade?) e anche del cinema.

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A suo modo innovatore, fra i primi a swingare pezzi di musica leggera e a rinnovare in parte le strutture della musica popolare, ha scritto pezzi di successo come Una zebra a pois, cantata da Mina, Il giovanotto matto, il classico di Ernesto Bonino, Il favoloso Gershwin, Promesse di marinaio fino a quella che rimane la sua interpretazione più famosa e nostalgica, El can de Trieste.

Anche una vicenda poco chiara, nella sua lunga vita: nel giugno del 1970, proprio mentre era all'apice del successo, fu coinvolto in una faccenda di droga insieme a Walter Chiari e Franco Califano. Dopo ventisette giorni passati in carcere, venne liberato e completamente scagionato dall'accusa di spaccio e detenzione di stupefacenti. La vicenda però lo segnò profondamente spingendolo ad una sorte di esilio artistico dal quale è uscito solo in rarissime occasioni, fra le quali il penultimo Sanremo con Arisa.

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