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Afterhours - I Milanesi Ammazzano Il Sabato

Etichetta: Universal Voto: 8 Brano migliore: Riprendendo Berlino


Lo confesso, dopo aver ascoltato il singolo È Solo Febbre, m’ero illuso che I Milanesi Ammazzano Il Sabato, nuovo album di Afterhours, fosse molto più sperimentale. Mi sarebbe piaciuto forse di più.

Quel brano, in effetti, ha un bellissimo controcanto orchestrale che rimanda a Igor Stravinskij e a Luigi Russolo, nella dinamica più consueta del rock’n’roll, per portare una ventata di aria fresca nella scrittura di tipiche canzonette strofa-ritornello. Quell’effetto straniante deriva da una composizione intitolata Dall’Alto, A sinistra Del Leccio, di Enrico Gabrielli (Mariposa, Morgan, Marco Parente e da qualche anno in pianta stabile anche nel Line Up degli Afterhours) presa da una registrazione del 2000 e inserita di sana pianta nell’intreccio acido e pungente del brano di Manuel.

Ne esce una composizione evocativa e originale dalla ritmica in 9/4, stupefacente per una canzonetta rock da due minuti! [...] Le altre canzoni dell’album sono, molto più semplicemente… puro succo d’Agnelli con tutta la scuola e il rigore tipici della sua penna che, con questo disco, festeggia il ventesimo anno di attività assieme al consolidamento di una maturità dovuta alla precisa capacità di Agnelli nello svolgere un lavoro estenuante come quello del musicista. Perdere smalto e smarrire la vena creativa è il rischio più grande; ma Manuel non lo corre. Lui ha l’attitudine e l’entusiasmo per riuscire a trovare sempre nuovi spunti, fresche ispirazioni anche circondandosi di musicisti nuovi, ambienti diversi e ascoltando tanta musica, sia pur diversissima da quella sua.

Oltre alla formazione rinnovata durante il tour per Ballad for Little Hyenas, la band ha firmato un nuovo contratto discografico con la Universal e s’è accasata presso il management di Casasonica di Chiappello e Casacci. Per contropartita, Agnelli ha chiamato attorno a se alcuni amici degli esordi (Cesare Malfatti e Paolo Mauri dei LaCrus) ed altri fidati collaboratori “di marca” come John Parish (che produce buona parte dell’album), Greg Dulli, Stef Kamil Carlens (dEUS) e Brian Ritchie (Violent Femmes) per realizzare un disco pieno di verve e di stile che si distingue per grande varietà di stili e di influenze.

Il titolo parafrasa lo Scerbanenco de I Milanesi Ammazzanno Al Sabato e che, sostituendo la preposizione articolata, assume significati diversi e ironicamente multipli.I testi sono tutti di grande fattura e rivelano un Agnelli in forma smagliante che non smette di sorprendere. Una personalità straordinaria del nostro panorama musicale che ha nell’intenzione indipendente la sua maggiore forza espressiva. Un uomo (ed un artista) che non s’è ancora piegato alle esigenze degli altri (siano discografici o pubblicitari) per portare avanti un discorso che lo rappresenti totalmente, anche a scapito di qualche copia venduta in meno. Tra le tracce che spiccano, sicuramente Riprendere Berlino con la struttura tipica del rock psichedelico con tanto di assolo di chitarra in reverse, Pochi Istanti Nella Lavatrice con guizzi ritmici assurdi e imprendibili, Tutti Gli Uomini del Presidente dove Agnelli sfoggia un falsetto inedito e la ballata dal bellissimo testo che da il titolo al disco.

Se già non l’avete, cercate di trovare anche il CD intitolato Le Sessioni Ricreative distribuito in allegato al numero di aprile di XL de La Repubblica che contiene sei tracce tra demo e versioni alternative, oltre alla registrazione del 2000 fatta alla Palazzina Liberty di Milano della composizione Dall’Alto, A Sinistra Del Leccio di Enrico Gabrielli che sta alla base di È Solo Febbre.


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