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Amy Winehouse non è morta per overdose

  • gossipitaliano.it

Gli esami tossicologici sembrano non lasciare dubbi. E ribaltare quella che sembrava una situazione piuttosto chiara: Amy Winehouse non sarebbe morta per overdose di droghe. Nel suo sangue e nei suoi tessuti non c'era infatti traccia di sostanze illegali. Questi, almeno, i risultati contenuti nel rapporto consegnato dal medico legale dopo le analisi effettuate sul corpo della dive pop soul, scomparsa lo scorso 23 luglio nella sua casa di Camden, a Londra.

'Gli esiti degli esami tossicologici hanno escluso la presenza di droghe nel corpo di Amy al momento della sua morte - hanno scritto in un comunicato i famigliari della Winehouse - l'alcol era presente, ma non è stato possibile stabilire se in quantità tali da porter causare la sua scomparsa. La sua famiglia vuole ringraziare le autorità e lo staff di medicina legale per l'eccellente lavoro di indagine sulla sua scomparsa, aspettando fiduciosa gli esiti definitivi attesi per il prossimo mese di ottobre'.

Dunque c'era dell'alcol, ma a quanto pare in quantità non sufficienti a uccidere. C'è da capire se l'ennesima sbronza, anche non pesante, possa aver provocato qualche altra reazione, magari al cuore. Sta di fatto che le cause della morte, a un mese dall'addio, sono ancora tutte da chiarire.

Intanto, fra le miriadi di speculazioni partite intorno al nome della cantante, la faccenda più pesante si sta giocando intorno a un dominio internet, Amywinehousefountation.com: un imprenditore londinese lo avrebbe registrato a poche ore dalla morte. I famigliari stanno facendo di tutto per ottenerne la chiusura. Dietro, ovviamente, c'è un flusso di donazioni da incanalare nella giusta direzione.

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