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Apple, lo stregone Jobs e il suo assistente Ping

di Simone Cosimi 

Il Natale è alle porte. Scatta l'ansia, eh? Per noialtri, comuni mortali, mancano ancora tre mesi e mezzo e un sacco di giornate in ufficio. Ma per le grandi società, concentrate sull'irrinunciabile business dei regali, è una scadenza esiziale. E comunque sia, la Apple c'ha ormai abituati a sfornare i suoi nuovo gingilli ben oltre la legge di Moore e i suoi fatidici 18 mesi.

Il pifferaio magico Steve Jobs, che barcolla ma non molla e anzi ieri notte s'è ripresentato ai suoi adepti piuttosto in forma, ha infatti presentato al mondo un pacco di graditissime novità: dal nuovo sistema operativo iOS sia per iPhone che iPad - 4.1 dalla settimana prossima e 4.2 da novembre, ma se avete il 3G secondo me non vi conviene schiodare da vecchio sistema - ai nuovi negozi che apriranno nel mondo (uno a Parigi, vicino all'Opera, un altro a Shanghai, e uno, il numero 300, a Londra Covent Garden).

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Il piatto forte dell'usuale convention di fine estate, quella appunto che orienta gli acquisti da piazzare sotto l'albero, erano però i nuovi iPod, la tanto chiacchierata Apple Tv e l'ultimo tassello della strategia di Cupertino: il misterioso Ping. Che, tanto per cominciare, nel nome ricorda troppo Bing. Hanno un po' rotto i coglioni con questi nomignoli da Pokemon.

Capitolo iPod: nuovo Shuffle - tornano i pulsanti, resta il Voice Over, in pratica una fusione tra le versioni 2 e 3 - nuovo Nano, con lo schermo multitouch e nuovo iPodTouch, più sottile, anche lui come l'iPhone con display Retina e telecamera frontale. Prezzi discreti: rispettivamente 55 euro, 169 euro e 239 euro (sempre per le versioni di partenza). 'Si tratta del nostro più grande restyling di iPod', ha detto Jobs dal palco del mitico Ybca Theater di San Francisco. Ma lo dice sempre, quindi (non) c'è da credergli troppo.

Poi Ping. Anzi no. Pazientate ancora. Prima c'è da scartare la AppleTv: un aggeggetto da 99 dollari, che sta ovviamente in un palmo di mano - finiremo tutti monozampa e con un pollice gigante - e serve in pratica per vedere la tv in streaming o podcast. Senza hard-disk (brutto). 'Che cosa abbiamo imparato dai nostri clienti?', ha esclamato ancora Jobs, effettivamente più gasato del solito. 'Che vogliono i film di Hollywood e le serie tv. Non contenuti amatoriali ma professionali. E poi vogliono pagare meno. E non vogliono un computer nei loro televisori, quello ce l'hanno già, ma solo intrattenimento'. Ma davvero hanno imparato queste cazzate dai loro clienti? Boh. Comunque, per ora sono della partita Fox ed Abc, che venderanno i loro episodi a 99 centesimi o giù di lì, e AppleTv arriverà solo in Usa, Gb, Canada, Australia, Germania, Francia e Irlanda (in Europa costerà 119 euro). Qualche dubbio rimane, onestamente.

Infine Ping. L'idea del social network applicato alla musica. Che per chi, come me, all'epoca di Napster libero usava la micragnosissima chat per conoscere nuove persone sulla base delle loro preferenze musicali, anche le più sperticate, è una signora notizia. 'Un social network come Facebook - spiega papà Jobs con una tautologia all'americana - ma non è Facebook'. E grazie. Serve a 'seguire i tuoi amici, vedere cosa ascoltano, a quali concerti vanno. Basta chiedere l'invito e se ti accettano sei collegato'. In sostanza, l'idea più semplice del mondo: sfruttare i milioni di utenti contemporaneamente connessi a iTunes (che fino a oggi hanno scaricato oltre 12 miliardi di pezzi per i loro 257 milioni di iPod e iPhone) non sono per spillar loro quattrini ma anche per metterli in comunicazione in base ai download e alle playlist. Altro che Diaspora: fossi Zuckerberg comincerei a disimpegnare il mio pacchetto azionario e a prenotare un volo sola andata in Madagascar. Non ora eh, per carità. Magari per fine 2011.

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