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Audioslave - Out of Exile

Etichetta: Epic - Voto: 7,5
Brani migliori: Man or animal, #1 zero
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Se il primo lavoro degli Audioslave vi era piaciuto, ed ha poi ottenuto un notevole successo commerciale in ogni parte del mondo, cosa dire a riguardo dell'ultimo album, "Out of exile", se non affermare che è meglio del precedente?


Tutti voi ricorderete la lunga trafila burocratica che bloccò per oltre un anno la pubblicazione dell'omonimo "Audioslave", uscito nel 2002 ma pronto già dal 2001, trafila che comportò addirittura la sostituzione del nome del gruppo da Civilian ad Audioslave.
Il primo album catturò la curiosità di giornalisti e fan soprattutto per capire che equilibrio avrebbero trovato l'ex leader dei Soundgarden ed i politicizzati ex Rage Against The Machine Commerford, Wilk e Morello.
Molti erano gli scettici che poi si sono ricreduti, altri si accanirono su di loro, cosa che è accaduta anche con quest'ultimo album, che obiettivamente, tenendo conto della povertà che circonda il panorama Rock mondiale, risulta essere un ottimo album.

a cura di Sabotatore

Già dal primo pezzo, Your time has come, si capisce il leggero ma significativo cambio di rotta del gruppo. E' proprio questa parola, gruppo, che è il comune denominatore dell'album, come afferma lo stesso chitarrista Tom Morello: "La cosa differente tra il secondo e il primo album è la spontaneità; nelle vecchie registrazioni ognuno di noi ha portato la propria storia musicale, adesso c'è più la consapevolezza di essere gli Audioslave."
Ma torniamo all'album in questione. Il primo pezzo citato prima ha un suond diretto e senza troppi fronzoli, tipico del "Rage Sound" di Commerford, Wilk e Morello, che ormai suonano insieme da 15 anni ed hanno una sintonia invidiabile, con l'aggiunta rispetto al passato della vera novità del disco: un Tom Morello ispiratissimo, che tira fuori dal cilindro assoli (con i soliti effetti) che dimostrano una buona tecnica e intuizioni veramente geniali. Ascoltate appunto l'assolo in Your time as come per credere.
Anche in questa occasione l'album si divide in pezzi "hard" e pezzi più "soft", come ad esempio il singolo Be Yourself, dove ritroviamo il Cornell sullo stile del suo lavoro solista di qualche anno fa, Commerford domina la struttura del pezzo con un possente giro di basso e Morello si diverte con il wha mettendo un orecchiabile giro di chitarra. Altra bella ballata tra il soft e l'hard rock è Doesn't remind me, dove spicca stavolta Brad Wilk alla batteria oltre a dei cambi vocali di Cornell che dimostrano ancora una volta che il quarantenne di Seattle ancora è nell'olimpo delle migliori voci rock in circolazione, insieme a Vedder e pochi altri.
Tra i pezzi leggeri ci sono anche delle note negative a mio parere, come nel caso di Heaven's Dead, un pezzo abbastanza banale e scontato, o come Dandelion, brano che non c'entra veramente nulla con l'album...ennesima dimostrazione che l'album perfetto non esiste.
Venendo ai pezzi forti, metto in cima alla lista Man or animal, un hard rock a tutta potenza urlato a tutta voce come non se ne sentivano da alcuni anni; gran pezzo, dove gli Audioslave danno prova di essere veramente un "gruppo" a tutti gli effetti, con Wilk che picchia senza pietà il tutto condito con un assolo effettato in tipico stile Morelliano ma con l'aggiunta di una tecnica  ed originalità fuori dal comune e con Cornell tornato ad urlare come ai tempi di Badmotorfinger dei Soundgarden, e parlando di Cornell, Morello afferma:"Chris si è adattato immediatamente al nostro stile, ma adesso c'è quel livello di intimità che apporta creatività.
Quando abbiamo registrato il primo disco non avevamo mai suonato dal vivo. Adesso invece, abbiamo trascorso un anno in tour e questo ha incrementato la nostra unione".
Subito dopo viene # 1 zero, che racchiude tutta l'essenza del gruppo: avvolgente, semplice, accattivante e poi duro e senza pietà, come l'outro di questo pezzo, una vera esplosione di potenza che ci fa ricordare i Led Zeppelin dei primi 4 album.
Completano l'album il brano che gli da il titolo, Out of exile, un discreto pezzo, poi altre 2 tracks dure come Drown me slowly e The Worm, quest'ultimo molto originale nella sua durezza che sintetizza la chitarra in versione Tom Morello, ovvero come con la semplicità ma con la capacità che solo lui ha di usare l'effettistica si possano fare grandi cose.
Chiude l'album The Curse, e forse si poteva scegliere come chiusura un pezzo migliore. Tutto sommato il risultato nel complesso di "Out of Exile" è largamente positivo, e non ci resta che aspettare il prossimo lavoro, ringraziando ancora una volta il cielo del fatto che c'è ancora chi, come gli Audioslave, sa fare musica nel 2005!

In rete:
- Sito ufficiale degli Audioslave
- Foto degli Audioslave
- Ti piacciono? Ascolta anche: Soundgarden, Rage Against the Machine, Velvet Revolver

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