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Avril Lavigne - Under my skin

Etichetta: BMG - Voto: 6.5
Brano migliore: Under My skin
Guarda il video di Don't tell me: (Adsl - Isdn - Pstn)

Non è sempre facile tornare in uno studio di registrazione, raccogliere le idee e partorire un nuovo prodotto quando alle spalle si ha la pesante responsabilità di 15 milioni di album venduti.
La tensione è palpabile, il lavoro rischia di diventare poco sereno e la musica ne risentirebbe inevitabilmente.
Se poi sulla carta d'identità hai scritto 19 anni, il lavoro si trasforma in impresa. Avril Lavigne, per fortuna, non è una ragazza che dimostra l'età che ha. E' una donna che sa come si evolve il mercato, è una dura di natura, elargisce sorrisi con il contagocce. Come ogni buon canadese, è ribelle per definizione, no global per eccellenza, femminista ad oltranza, furiosa con il mondo. Segue passo per passo la filosofia del rock'n'roll, una filosofia che più o meno recita così: "Fregatene di tutto e guarda avanti".
a cura di Slug

Diciamolo subito per evitare incomprensioni, questo "Under my skin" è un "Let go" più curato, raffinato, cattivo, intelligente financo.
Prende il meglio del precedente lavoro e lo rielabora con il potere della tecnologia tirando fuori un sound ineccepibile, talmente perfetto da infastidire.
Il problema è tutto qui. Ad Avril non mancano le idee, le elabora con naturalezza e tranquillità, scatenando la sua musica rock senza inibizioni. Purtroppo il prodotto suona troppo preconfezionato, mancano gli spunti coraggiosi che avrebbero tracciato un solco netto rispetto al passato.
La voce di Avril, il suo marchio di fabbrica si riconosce ma si mischia con un lavoro di contorno troppo invadente. Il rock'n'roll che professa mal si addice ad un cd così perfetto, pulito.
Manca la "sporcizia" che da sempre contraddistingue il genere dei dannati, categoria alla quale Avril dice di appartenere.
Brani come "Forgotten", "Togheter", "Don't tell me" e la romantica ballad "How does it feels" non sono affatto male, trascinano, coinvolgono, non stancano, eppure lasciano sempre un fastidioso retrogusto commerciale in bocca, quasi che il lavoro della Lavigne non sia stato "confezionato" secondo la sua unica volontà.
Magari è solo un sospetto o forse un successo arrivato troppo in fretta, sta di fatto che "Under my skin" è un buon album, suonato da un'artista di qualità e spessore, intaccato però, ahinoi, dalla legge del compromesso e dal "poteva essere e invece non è stato".

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In rete:
- Avril Lavigne, sito ufficiale
- Avril Lavigne, il sito italiano - Click2Music, il sito della BMG
- Don't tell me, il video

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