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Baby Dee - Safe Inside the Day

Etichetta: Drag City - Voto: 9
Brano migliore: Fresh Out Of Candles




S
e vi verrà in mente Antony ascoltando Baby Dee, non è grave. Siamo da quelle parti ed infatti è proprio sua l’arpa che si ascolta nello storico primo album di Antony and the Johnsons.

Ma non è tutto. Le analogie prevedono anche che come Antony anche Baby Dee abbia inciso i primi dischi (passati quasi totalmente inosservati) per la Durtro di David Tibet e che, sempre come Antony, abbia dovuto fare parecchia strada per riuscire a trasformare il corpulento suonatore d’arpa d’un tempo nell’elegante suonatrice d’arpa che è oggi e riuscire a far emergere quella strabordante sensibilità musicale che sta finalmente diventando popolare.

In questo c’è la complicità della DragCity, etichetta lungimirante che si è conquistata l’opportunità di pubblicare Safe Inside the Day, ovverosia il disco che consacra il suo ufficiale addio alla nicchia. Cosa si ascolta nell’album è facilmente immaginabile e se le scarne ballate tragiche del passato sembrano avere poca consanguineità con quelle di questo disco, in realtà è indiscutibile che si tratti proprio della loro naturale evoluzione.

Vengono in mente nomi di grandi performer (ai quali il nome di Baby Dee si affiancherà presto senza la necessaria costrizione di ravvisarla come allieva) tra cui senz’altro Tom Waits e Tiny Tim dai quali è riuscita a prelevare la sensibilità pura degli artisti veri. Le canzoni scorrono su telai sofferti gestiti da un’emaciata strumentazione acustica con violoncello, chitarra e pianoforte sulla quale la voce androgina e impostata della titolare si veste di immense capacità interpretative.

Un disco dalle tinte forti che non può lasciare indifferenti e che si distingue per una inarrivabile coerenza all’interno delle prove più diseguali. Atmosfere brechtiane (The Earlie King) altre più serenamente inclini al jazz d’avanguardia di stampo newyorkese (Fresh Out Of Candles) fino a divagazioni pop nel senso più nobile del termine (la zingaresca Bad Kidneys oppure la bella strumentale Flowers on the Tracks).

Safe Inside the Day suona a volte stranamente familiare. Nulla è intenzionalmente ostico eppure, allo stesso modo, nulla suona già sentito. Tra le tracce, echeggia un gradevole viaggio armonico che diventa ammaliante in un gioco di passionalità tale da far emergere la persona Baby Dee più ancora che il personaggio. Il dolore, la fatica e non di meno le gioie della sua esistenza sono tutte qui, snocciolate con orgoglio e decoro, trasformate in sublimi musiche per il night club delle nostre vite. Intensi classici della musica pop senza mai autocompiacimento e con un approccio alla canzone che ricorda, per questo motivo ma anche per una certa corrispondenza stilistica, quello del Peter Hammill solista del quale Baby Dee deve aver fatto scorpacciate di dischi in gioventù.

Ecco, se avete proprio bisogno dei nomi, avvicinatevi a questo disco pensando tanto a Hammill quanto a Antony. Dentro ci troverete un mondo affascinante fatto tanto di commovente malinconia quanto di burlesca comédie. Baby Dee è un talento formidabile e assieme ad un parterre di tutto rispetto (tra gli altri Andrew W.K., Matt Sweeney e Will Oldham) confeziona il primo grande capolavoro del 2008.


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