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Backyard Babies - Stockholm Syndrome

Etichetta: BMG - Voto: 6.5
Brano migliore: Friends

Bruttarelli, tatuati, tamarri quanto basta ma con una vagonata di energia da elargire. Ecco chi sono i Backyard Babies, una band lercia che predica il punk'n'roll scandinavo e lo pone all'attenzione del mondo intero.
Stockholm Syndrome non è un album qualsiasi, è rabbia, è voglia di emergere, è brutalità nella sua veste più rock.
I Backyard provengono dalla Svezia, una terra particolare, musicalmente all'avanguardia e tutta da vivere.


a cura di Slug

Vicino al Polo fa notte presto e il buio è talmente fitto che c'è ben poco da fare se non ubriacarsi, attaccare la spina al jack dell'amplificatore e sparare rock'n'roll a tavoletta, con pinte di birra a far da cornice alla serata.
Così nascono i Backyard, una band dalla storia decennale che è nata nelo nord Europa ma che appartiene musicalmente alle assolate baie della California.
Il loro sound si ispira al glam dei primi anni ottanta, quello dei platinati Motley Crue, degli intramontabili Guns N Roses e a loro si ispirano le loro canzoni, con quella irrefrenabile voglia di restare sempre e comunque un gradino sopra la normalità, in quel bailamme di follia e rock'n'roll che per loro è pura normalità.
Potremmo cassare il progetto Backyard Babies come l'ennesimo tentativo di emulare i fasti di un tempo, l'ennesima band ben disposta a guardare indietro senza mai fare un passo avanti, e invece la storia è differente perchè questo Stockholm syndrome è un album dannatamente bello. Sporco come pochi, delirante, magari, punk, al limite, ma esplosivo come la dinamite.
Everybody ready, il primo brano del disco, ci catapulta in un inferno di suoni e riff tesissimi, una scarica di adrenalina senza precedenti. Earn the crown, è un altro spunto da primi della classe per originalità e tecnica.
C'è poi Friends, brano corale che vede moltissimi illustri cantare tutto d'un fiato una strofa ciascuno, un loro piccolo pensierino sull'amicizia: nell'ordine, Mike Monroe, Joey Ramone, Danko Jones, Tyla, Nina Persson, Corey Clark.
I l cantante Nicke Berg, palesemente a suo agio in questo delirio compositivo, mostra ottime capacità vocali, ben supportate dalla tecnica della band.
Si vive perennemente sul filo della velocità e della ripetitività, a causa forse di sfumature glam/punk/rock sin troppo individuabili ma tutto sommato i Backyard Babies hanno tirato fuori dalla cantina dei ricordi un cd on the road da ascoltare e riascoltare. Roba da intenditori del genere, sia chiaro, che però non lascerà indifferente l'ascoltatore.
Certi gruppi si amano o si odiano. A simili velocità non c'è spazio per le vie di mezzo.

In rete:
- Il sito ufficiale dei Backyard Babies
- Il sito della BMG, la casa discografica
- Altri siti dedicati alla band svedese
- Foto dei Backyard Babies

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