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Beirut, torna l'enfant prodige del balcan-folk

Più o meno era in silenzio da un paio d'anni Zachary Francis Condon, meglio noto col nome d'arte di Beirut. Ma ultimamente era tornato a far parlare di sé. Prima con le date di un tour (o una specia di tour) in giro per il mondo, fra cui l'Italia (suonerà il 5 luglio a piazza Castello di Ferrara con i National). Poi con una cover di O Leaozinho di Caetano Veloso, finita nella compilation benefica Red Hot + Rio 2, edita dalla Red Hot Organization (già autrice della compilation Dark was the night) per raccogliere fondi a favore della lotta contro l'Aids. Insomma: il ragazzo era tornato in movimento.

Adesso arriva dalla sua stessa voce la conferma del nuovo album, il suo terzo lavoro dopo Gulag Orkestar del 2006 e The Flying Club Cup, dell'anno successivo. Il musicista ha dichiarato al sito HitFix che uscirà la prossima estate e che il materiale è stato registrato lo scorso inverno a New York col produttore Griffin Rodriguez: 'Scrivo canzoni tristi quando fuori c'è il sole, e brani caldi e allegri quando prevedo di stare in mezzo alla neve per tre mesi'. Questo per capire il mood che segnerà il nuovo album del ventiquattrenne di Santa Fe.

Infine, fra le altre novità sul conto di questo menestrello balcan-folk, c'è da aggiungere che ultimamente Beirut ha recuperato alcuni suoi vecchi brani e alcune composizioni inediti per il documentario Bombay beach, in cui fa compagnia ad alcuni brani di Bob Dylan.

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