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Biagio Antonacci: 'Italia poco unita, politica superficiale'

Erano in tanti ieri sera, nonostante la pioggia che iniziava a sferzare la capitale, a piazza del Popolo per il concerto di Biagio Antonacci in occasione del giorno dell'unità nazionale e delle forze armate.

Nel backstage, prima dell'esibizione, Antonacci ha spiegato cosa vuol dire per lui essere italiano oggi: 'Mi sento profondamente italiano, credo nella parola unità e credo che essere italiani sia una garanzia. Il problema è che oggi vedo sempre meno unità nel nostro Paese. La politica ormai non aiuta, è superficiale, poco realistica, sempre più vicina al gossip e allo spettacolo'.

Come noto, il cantante ha devoluto il suo compenso (60mila euro) ai figli dei soldati caduti in Afghanistan: 'Faccio politica tutti i giorni con la mia musica, mando segnali di speranza e amore. Ci vorrebbe più amore anche nella politica: amore vuol dire comunicazione, bisognerebbe comunicare di più come si fa nella musica'.

Quando va in giro per i suoi concerti, però, l'Italia non gli pare ancora così unita come la desidererebbe: 'Questo Paese fa fatica a unirsi, abbiamo una mentalità all'antica, poco moderna. Non parlo solo di unità a livello regionale ma concettuale: se restiamo tutti chiusi nei nostri steccati è un problema'.

Della missione in Afghanistan pensa che 'l'esercito di pace è lì e deve portare la pace, non la guerra. Non posso dire se la missione sia giusta o no, la missione di pace deve essere definita e chiarita, ma credo soprattutto che questa guerra finirà presto, e mi auguro che i nostri soldati torneranno presto a casa, perché anche qui c'è bisogno di loro e di pace'.

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