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Bono Vox: "Luciano era un'opera"

"Some can sing opera, Luciano Pavarotti was an opera". Così si apre la lettera che Bono Vox dedica al suo amico Luciano Pavarotti pubblicata ieri sul sito degli U2. Nella lettera Bono Vox omaggia il "Vulcano", che lui aveva ribattezzato "la Pavlova", dal nome della torta alla meringa tipica dell'Australia e della Nuova Zelanda. Tanti i ricordi, come quella volta che per convincerlo a cantare al Pavarotti & Friends arrivò fino a Dublino e busso alla sua porta con al seguito un cameramen.

"Nessuno poteva vestire quelle melodie acrobatiche e quelle parole come lui. Viveva le canzoni, la sua opera era un gran miscuglio di gioia e tristezza, surreale e concreta allo stesso tempo, un vulcano umano che cantava fuoco ma sapeva trasmettere anche amore per la vita in tutta la sua complessità, un grande e generoso amico." Così lo descrive Bono e aggiunge anche che Pavarotti era "Molto, molto divertente." Sull'aereo delle Nazioni Unite, per esempio, mentre erano diretti a Monstar in Bosnia, dove il tenore italiano era impegnano in un'azione umanitaria, Big Luciano si era portato dietro il parmigiano di Reggio Emilia e continuava a ripetere impassibile "è il miglior formaggio del mondo". La band scoppiò a ridere.

Pavarotti era un uomo intellettualmente curioso, uno a cui la sua generazione stava stretta, perchè lui "amava nuove idee, nuove persone, nuove forme di canzone" Ma Pavarotti era anche "un uomo sexy, la cui vita si riaccese quando si innamorò di Nicoletta". "Quello che la gente non capisce di lui, è che anche con una voce ridotta al minimo della forza, le sue capacità di interpretazione lo rendevano un gigante fra pochi altri grandi uomini"

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