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Boy Kill Boy - Civilian

Etichetta: Vertigo  -  Voto 6,5

Brani migliori: Suzie, On and On, Civil Sin

 

Riuscite a immaginarvi una crasi musicale tra The Smiths e Faith No More? Ecco, avete perfettamente il taglio di Back Again il brano di apertura di Civilian dei Boy Kill Boy. Bello, tirato, con quel sapore 80s tanto di moda ma anche con i guizzi e le aperture in certo rock del decennio successivo per un risultato piacevolmente elettrizzante.


Sulle stessa linea procede il disco con la contagiosa On and on che incrocia nuovamente le avverture polmonari della band di Mike Patton (purtroppo senza le stesse capacità vocali) con il britpop degli Editors. Bella! Merito da condividere con John Cornfield, chiamato a produrre, che vanta nel suo curriculum best sellers firmati Oasis, Supergrass e Muse.

In definitiva, anche mettendo sul piatto un paio di canzoni di minore qualità, Civilian non è affatt male. Undici tracce (più una ghost track, una tenue ballata acustica che arriva dopo due minuti di silenzio in coda allultimo pezzo) di buona fattura e, quello che più conta, di immediata presa. Il successo che questa band ha riscosso sui palchi britannici, ora che ho sentito il loro album, non mi stupisce affatto. La loro proposta è facile e rockettara, fatta apposta per incendiare i live set ed anche, glielo auguriamo, le Top10 (si, OKmagari non quelle italiane!). Da quello che avevo letto in giro, mi aspettavo lennesimo sterile campionario di eighties revival senza arte né parte ed invece, là in fondo, si sentono ispirazione e buona tecnica. Un disco pop, a tutti gli effetti, che sfrutta la scuola del miglior rock degli ultimi 20 anni.

Le canzoni del disco sono scintillanti dimostrazioni di quello che è stato il nutrimento di questi ragazzini londinesi: Rock, Punk, Garage, BritPop, Beat Civil Sin è una alleggerita rilettura delle metriche liriche dei grandiosi Bad Religion con tanto di oozing, Suzie sa di Clash, The Jam e Morrissey con quel ritornello che si pianta nel cervello come un chiodo! Ed anche Ivy parker, che pare sarà il prossimo singolo, parte come una ballata britpop di scuola smithsiana e  pian piano mostra i denti aprendosi su interventi hard, progressive e sinfonici (peccato solo quegli archi sintetici!!).

Un bellesordio a 33 giri che forse in alcuni passaggi appare ancora acerbo ed immaturo ma che lascia intravedere un futuro interessante per questa giovane band. Magari, ecco, si potrebbe cercare un nuovo grafico per le copertine dei dischi.

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