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Carmen Consoli - Eva Contro Eva

Etichetta: Narciso/Due Parole - Voto 6

Brani migliori: Madre Terra, Piccolo Cesare

 

Nuovo disco per Carmen Consoli: non grandi sorprese ma rassicuranti conferme. Questo, in sintesi, il resoconto di Eva Contro Eva, ultima fatica della cantantessa siciliana.

Chi si preoccupava (o forse si preparava ingolosito) ad una virata blues o rock, come più volte annunciato da Carmen negli scorsi due anni, si tranquillizzi: quella di Eva Contro Eva è la solita Carmen Consoli, con la sua personalissima lettura della canzone italiana dal sapor mediorientale, balcanico, afro e, ovviamente, mediterraneo.


Lalbum si presenta, pur senza discostarsi troppo, come unevoluzione del lavoro applicato al precedente Leccezione sviluppandone i temi letterari e musicali.

Il film di Mankiewicz del 1950 da cui il disco prende il nome centra poco e sebbene anche la traccia di apertura vi faccia in qualche modo riferimento riprendendo il titolo del film originale (All About Eve), si può dire che lintenzione di Consoli fosse quella di omaggiare il mondo della donne. In quasi ogni canzone cè unEva, pur tuttavia senza che il disco appaia come un concept album Le figure femminili, semmai, sono veicolari a storie sullumanità a tutto tondo raccontando di tradimenti (Tutto su Eva), di invidie generate dalle maldicenze popolari alla maniera di De Andrè (Maria Catena), delle frustrazioni di piccoli uomini ambiziosi ma indecisi (Signor Tentenna) e di gravidanze isteriche come metafora delle invadenti aspettative degli altri nei nostri confronti (La dolce attesa).

Musicalmente ci sono un paio di momenti innovativi rappresentati da due illustri collaborazioni: con Goran Bregovic si rimette mano a Il pendio dellAbbandono (scritta per il film I giorni dellabbandono di Roberto Faenza) che appare in versione rinnovata rispetto al soundtrack del film e con Anjelique Kidjo che invece ha scritto ed interpretato a quattro mani con Carmen la suadente Madre Terra brano dal sapore malinconico dove le due culture, da sempre molto vicine, dellAfrica e della Sicilia si incontrano e convivono con grande naturalezza.

Per il resto il disco, pur nella sua dignitosa qualità, è piuttosto trattenuto; pare quasi che ci sia paura di osare con un risultato che sbalordisce. La sensazione, a tratti, è quella del de ja vù quasi a denunciare un momento di stasi creativa o anche piccolo calo di ispirazione amplificato da una preoccupante assenza di ironia. Le svisate letterali mediamente isteriche del passato sembrano lasciare il posto a una ostentazione culturale che a volte irrigidisce. Ascoltando lalbum lattenzione deve essere continuamente al massimo. Se fosse possibile lasciarsi andare a qualche sculettata o abbozzare un sorriso, il lavoro sicuramente ne guadagnerebbe.

Non mi si fraintenda, Eva Conto Eva, è di buon livello, sicuramente superiore alla maggior parte delle produzioni italiane di questanno Ma, esattemente come  da Carmen stessa descritto in la dolce attesa, se le aspettative sono alte, è facile rimanere stupiti dalle conferme.

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