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Casino Royale - Reale

Etichetta V2   -   Voto: 4/5

Brano migliore: Prova

 

Sconforto, amarezza, disagio... a tratti imbarazzo. Queste sono le prime sensazioni nellascolto di Reale, nuovo disco per Casino Royale a dieci anni dal precedente CRX. E da allora di cose ne son cambiate parecchie: è arrivato leuro, siamo passati nel nuovo secolo/millennio, la musica registrata ha fatto passi da gigante (in avanti o indietro, dipende dai punti di vista, in ogni caso non sè fermata) e sentire che Alioscia non sè mosso di un millimetro da dieci anni in qua, fa pensare.

Non ci si crede: Reale lascia di stucco. Emozioni da scolaretto, su testi fotocopiati dai diari del liceo, in una sorta di tentativo di riposizionare la puntina sullultimo solco del passato e tentare di ricominciare da lì in maniera indolore. Per loro.

a cura di Fard-Rock

Come musicisti sono sempre stati molto bravi, soprattutto intuitivi sulle possibilità devoluzione della propria scuola. Se dal rock-steady / ska degli esordi gli è venuto facile passare ad un reggae da contaminare, in una sorta di straordinario crossover, con il rock e lelettronica per giungere allhip-hop, adesso la band sembra spaesata in un limbo di nullità che si avvicina a quello che sono stati, appunto, i Casino Royale di dieci anni fa.

Una band che non cè più, a cominciare da Giuliano Palma, squisita voce cantante che sorreggeva e faceva respirare insinuandosi nelle rappate milanesità di Alioscia. Ora quel respiro manca e il gruppo si limita a confezionare un nuovo disco che rischia di apparire una ritorno forzato a un passato che... non cè più.

E dire che fino ad allora i passi erano stati fatti tutti nel modo giusto. Incluso quello di considerare chiuso il capitolo Casino Royale. Giuliano sera ritirato nella sua bambagia Bluebeat mentre Alioscia e Pardo avevano dato vita a Royalize, progetto hip-hop/deejeying assolutamente perfetto per lattitudine di entrambi.

Qualche tempo dopo, con tutte le più buone intenzioni, il marchio Casino Royale tornò a rinascere per un progetto on line che, con tanto di manifesto programmatico, cercava di divulgare una nuova forma di produzione musicale ed artistica scevra di complicazioni discografiche e di management. Ammirevole e nobile, certo, ma non molto remunerativa... Sicché ecco qui che arriva Reale a contraddire tutte le buone intenzioni divulgate nella rete fino a due anni fa. Comprensibile. Nessuno di loro è più un ragazzino e lappartamentino in centro a Milano, con le buone intenzioni non si mantiene. Quindi bravi! Si sono (ri)messi al lavoro. Il peccato è che, a giudicare da quello che sento, il gruppo abbia smesso di interessarsi a quello che succede in giro finendo per consegnarci un disco che, fosse uscito dieci anni fa avrebbe avuto senso ma che oggi... risulta vecchissimo. Oltretutto nella scaletta dellalbum appaiono canzoni che gli affezionati già conoscono grazie alla pubblicazione on line di qualche tempo fa. E vero che qui le riascoltiamo in una nuova versione, con il magico tocco di Howie B. (produttore del disco), ma sembra sintomatico di quanta poca cura e sforzo si abbia voluto fare per accontentare un numero sicuramente alto di appassionati.

La voglia di stupire che mi aspettavo, da sempre marchio distintivo (piacesse o no) dei Casino, è totalmente sparita preferendole un bel paio di pantofole usate e smadruppate ma comode e calde.

Alioscia ha rilasciato dichiarazioni tipo questo non è un disco di cose nuove, ma è un disco nuovo di cose vecchie e io devo ancora capire come questo dovrebbe apparirmi positivo. Mi sforzo e mi sforzo e trovo che sia una baggianata. Avrebbe avuto senso se, per assurdo, questa reunion fosse avvenuta tra altri dieci anni. Forse. Oggi a me sembra solo patetica. Il gruppo gode di un seguito di culto davvero invidiabile. I loro dischi non hanno mai venduto tantissimo ma sono arrivati anche a sfiorare le 50000 copie. Cifre non da capogiro ma che permettono di vivere di musica (quasi) tranquillamente. A loro non è mai interessata molto la Top10. Se fosse arrivato un numero 1, di certo non avrebbe fatto schifo ma lattitudine era (e è, credo) diversa. Il pubblico che li segue li ama e li sostiene con un affetto invidiabile. Questa volta la posta in gioco è davvero rischiosa. I ragazzi di un tempo, il loro storico pubblico, sono cresciuti. Con molte probabilità, non saranno così tanti a seguirli in questinsistente peterpanismo. Molti vecchi fans si saranno persi per strada e non vedo con grande ottimismo la possibilità di trovarne di nuovi con un disco come questo.


Casino Royale hanno organizzato un mini tour di sostegno al disco che si chiude stasera a Verona, al Gate 52.

Altre quindici date (ancora da definire) le faranno a partire da gennaio.


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