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Cesare Cremonini, Più Logico Tour 2015 al Forum di Assago: il potere della musica

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di Antonella Luppoli

Come fai a reggere oltre due ore di concerto, ballando, cantando, sudando e regalando al pubblico uno spettacolo che rimane nella mente e negli occhi? A questa domanda Cesare Cremonini mi ha risposto così: "Il pubblico è la mia adrenalina, mi guardo intorno e trovo la forza di muovermi e cantare. Andare sul palco non fa paura, è una sensazione meravigliosa". A qualche centinaia di chilometri da Milano anche gli Eagles of death metal (gruppo rock californiano) stanno per salire sul palco, davanti a loro un fiume di persone pronte a godersi la bellezza dello spettacolo. Tutti, noi al Forum e loro al Teatro Bataclan di Parigi, ignari di quello che sarebbe successo.

Cremonini aggiunge: "Più Logico Tour è una sfida importante con me stesso, abbiamo voluto replicare e fare bene non era facile". Che cosa succederà alla fine di questa tournée? "Mi fermo" dice Cesare "voglio lavorare al nuovo disco che deve essere il più bello della mia vita, per questo ho bisogno di fermarmi per scrivere". Aggiunge: "Per scrivere ho bisogno di vivere". Perché la musica del cantante bolognese trae ispirazione dalla quotidianità, dalla vita di tutti i giorni, da quella normalità bella, intensa, ricca di umanità che tanto pare dar fastidio a chi semina nel mondo morte e distruzione. Tra la musica e la vita la corrispondenza è biunivoca lo dimostra quanto accadeva poche ore prima dell'inizio della prima data milanese del Più Logico Tour 2015. L'ex leader dei Lunapop era in trepidante attesa, così come lo erano le ragazzine davanti il Forum di Assago. Agitate, emozionate, speranzose di incrociare lo sguardo del loro beniamino almeno per un secondo. Lui si nutre di loro e loro di lui e della sua voce. Si inizia con Lost in the weekend e l'atmosfera si scalda subito. Si prosegue con Il comico, Dicono di me e PadreMadre. La scaletta è variegata e ripercorre l'intero repertorio di Cesare. Cantano le mamme, cantano le figlie. Cantano i papà, cantano gli amici.

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Sono passate da poco le 22 e Cesare siede di fronte al pianoforte, prima Figlio di un re, poi 46 e Vieni a vedere perché. Lui intona le celebri note, le luci sono basse, gli occhi diventano umidi, il petto pare scoppiare di gioia. La chiamano emozione. Poco più in là, oltre le Alpi, le lacrime rigano il viso di chi sente il battito accelerarsi per paura, quella di morire. Qualcuno di questi cuori arresta la sua corsa. La notte si fa improvvisamente fredda. Si spegne la vita. Perché l'obiettivo è proprio quello, spegnere la vita. Non dobbiamo permetterglielo. Cesare e il suo pubblico continuano a cantare, Logico#1, Greygoose, Una come te, Maggese... E con 50Special la consacrazione. Le lancette hanno da poco segnato le 23 e le prime tragiche notizie del massacro di Parigi si diffondono nel Belpaese. Bussano alla porta del Forum di Assago e noi gli apriamo senza paura perché alla guerra si risponde con la bellezza della vita. Quella che Cesare Cremonini porta nel mondo con la voce potente delle sue canzoni.

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