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Che fine ha fatto Anonimo italiano? Intervista Esclusiva per Excite

I teenager non lo ricorderanno, ma sarà un buon modo per scoprirlo. I trentenni, avranno di lui ricordi d'infanzia, i quarantenni, con molta probabilità, si saranno anche innamorati con le sue canzoni, la più memorabile “Anche questa è vita”. Ha vinto un disco di platino con 120 mila copie vendute nel 1995. Il suo timbro di voce ricordava molto quello di Claudio Baglioni e per questo motivo prese una diffida dal cantautore romano, ma il suo stile rimane tutto personale.

Negli anni '90 si esibiva con una maschera, adesso si mette a nudo in un'intervista esclusiva per Excite. Che fine ha fatto Anonimo Italiano, al secolo Roberto Scozzi? Ce lo racconta proprio lui.

Chi è Anonimo Italiano visto da Roberto Scozzi?

L'Anonimo Italiano in realtà è il mio Alter ego musicale. Un sorta di Superman e Clark Kent, l'artista che da sempre ha coabitato in me, la mia parte più autentica e magica, più romantica, più intima. Un "fantasma del palcoscenico" che per timidezza scelse di non mostrarsi, almeno da subito, al bagliore dei riflettori.

Infatti, lei era conosciuto per la scelta di nascondere in pubblico la sua identità e indossare una maschera. Come mai?

Ho sempre vissuto la musica come un fatto intimo, mio, e l'ho vissuta nello stesso modo, dal pianobar ad oggi. La maschera fu anche, e soprattutto, una scelta artistica, come fecero anni fa band come i Kiss o i Masquerade, seppur ovviamente in contesti musicali diversi. È anche legata come ispirazione, al movie "Anonimo Veneziano” al quale mi sono ispirato per sensibilità, e al fatto che, dopo Roma, Venezia è la città dove mi sarebbe piaciuto nascere e vivere..

Quando l'hanno scoperta e hanno rivelato la sua identità al pubblico, cosa ha significato per lei?

Un autentico "shock"! Mi riconobbero durante un concerto a Roma, il primo,12.000 persone. Avevo abbandonato la maschera in cartapesta, ed era solo di cerone argentato. E li qualcuno mi riconobbe. Fino ad allora entravo in un bar e se in radio suonavano "Anche questa è vita" oppure "E così addio" potevo sorseggiare tranquillamente il mio caffè col barista che me la cantava davanti! Un'esperienza da psicoanalisi, giuro!

Come ha gestito il successo da “mascherato” e “non mascherato”? Ha avuto due fasi nella sua carriera?

Indubbiamente. Prima avrei desiderato non togliere mai la maschera, poi un po' di popolarità fa piacere a tutti. La cosa più bella, però, è quella di fare ancora tanti concerti e serate dove ritrovo il mio pubblico, persone che ti portano i cd da autografare, e ti dicono "Ci siamo innamorati con le tue canzoni". Questa è la cosa che amo di più, le emozioni autentiche come queste non hanno maschere.

Inevitabile la domanda su Claudio Baglioni. La somiglianza impressionante della sua voce con quella del cantautore romano è stata un vantaggio o uno svantaggio? Come l'ha vissuta?

All'inizio è stato un vantaggio, non lo nego, ma solo all'inizio. D'altronde è solo un fatto di pura e semplice somiglianza di timbro, come accadde all'inizio, ad esempio, tra Luca Carboni e Vasco Rossi, citandoli con rispetto chiaramente.

Questa somiglianza le costò una diffida da parte di Baglioni. Ci racconti l'episodio.

Qui entriamo in un argomento molto delicato e, dicendo tutta la verità documentabile da molte fonti, Claudio Baglioni, che nomino sempre col massimo rispetto, diffidò non me direttamente, ma la mia ex casa discografica, la Bmg Ariola, dal continuare il progetto "Anonimo Italiano". Non entro più nel merito di questo, ma sottolineo che non sono una cover band, ma un artista che ha seguito soltanto per un periodo un suo, diciamo, "genere" o filone musicale, senza alcuna traccia di "plagio" tecnicamente. Ed ad ogni modo rifiutai interessanti offerte economiche per fare la sua Cover band ufficiale. Questo per far capire come andarono i fatti. Ogni artista parte da un'ispirazione, poi se è vero artista volerà per conto suo.

Ad un certo punto, dopo dischi di platino e grandissimo successo, diciamo lei “è scomparso”, o meglio, forse i media non hanno più parlato di lei costantemente. Come mai?

Sono un po' diciamo "scomparso" se vogliamo, dall' “ufficilita" del mondo musicale italiano per ovvi motivi, ma non dal cuore di chi mi ama da sempre e mi segue, costantemente nei miei spettacoli dal vivo.

Ha continuato a fare il suo lavoro, quindi?

Certamente!Ed oggi più che mai. È infatti imminente la pubblicazione del mio nuovo album "Five", composto da 10 inediti, un gran lavoro durato circa 3 anni tra progetto e realizzazione, nel quale mi avvalgo di autori e coautori storici come Maurizio Festuccia, con me dal primo Disco di Platino, più un altro nuovo, Gianni Luna, bravissimo, che ha scritto davvero pagine bellissime in questo disco, ed in più curato tutti gli arrangiamenti. Grandi musicisti! Un pensiero particolare al produttore esecutivo, Roberto Mezzetti, purtroppo scomparso il 22 settembre scorso, batterista di Amedeo Minghi oltre che mio. Nel brano finale, un grande duetto, con un Big della musica italiana..e credo abbiate già indovinato!

Grazie mille!

Grazie a te e a tutti gli Amici di Excitee a presto per il nuovo Album "Five!" Ciao!

Ecco Anonimo Italiano in una sua interpretazione mascherato presentato da Carlo Conti al programma"Aria Fresca" di Video Music

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