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Chiara Galiazzo: "Un giorno di sole" è il nuovo album, la recensione in anteprima

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di Laura Abbate

Chiara Galiazzo è pronta per tornare. I suoi fan scalpitano, aspettavano da tempo il suo nuovo album. E' arrivato s'intitola "Un giorno di sole" e lo è davvero per lei. Il disco, distribuito dalla Sony Music, segna infatti una sorta di rinascita per la cantante e racconta con musica e parole quanto la Galiazzo sia maturata. "Se dovessi descrivere l'album con una parola sola direi: consapevolezza" ha spiegato. Per lei, gli ultimi mesi sono stati abbastanza burrascosi, all'insegna di critiche e criticismi ma Chiara non si è lasciata abbattere e ha deciso di ricominciare puntando su una delle poche certezze di se stessa: saper cantare. E' bella, dimagrita, curata...come non la si vedeva più da tempo. Precisa ironica: "Sono contentissima di poter stringere tra le mani il mio nuovo disco, in particolare vado fiera della copertina, ci tengo a dire che l'immagine è il più naturale possibile sia nella posa che negli effetti, non è photoshoppata ecco".

Foto Chiara Galiazzo a Miss Italia

Dicevamo poco fa che il disco contiene undici tracce, tutte molto significative: da "Un giorno di sole" (scritta da Daniele Magro) omonima dell'album a "Qualcosa resta sempre", brano che chiude l'album (scritto da Virginio Simonelli) lasciando un barlume di speranza. "Un giorno di sole" è il singolo che Chiara ha scelto per lanciare il suo "ritorno in pista" e che forse racconta al meglio il suo stato d'animo odierno. Abbina infatti a una musica leggera e spensierata, un testo spigoloso, a tratti sofferto: lei è così piena di vita e carica per il nuovo lavoro, ma segnata da periodo complicato che ha appena attraversato. Altro brano degno di nota è "Il rimedio la vita la cura", empatico ed emozionante regala a Chiara un turbinio di sensazioni diverse ogni volta che lo ascolta. E' un insieme di parole forti, piene di amore "quelle che ogni individuo vorrebbe sentirsi dire da una persona cara" spiega.

"La vita è da vivere" (scritta da Ermal Meta e Antonio Filipelli) è il mantra che l'ex vincitrice di X Factor ha fatto suo pian piano. E' un inno al fuuro, alla voglia di fare e di mettersi in gioco, nonostante le incognite insite nelle cose di cui ancora non si conosce il destino. Sempre Ermal Meta, ha scritto per Chiara "Il meglio che puoi dare", che non vuole essere la celebrazione della presunzione e dell'egocentrismo, quanto piuttosto un modo per spronare la Galiazzo in primis e poi l'intera generazione di giovani a darsi al cento per cento, godendo del periodo di attesa che si antepone tra l'idea e la realizzazione di un progetto. "Ruba l'amore" (di Piero Romitelli e Davide Simonetta) e "Amore Infinito" (di Niccolò Verrienti) sono un tripudio di melodia e di sentimenti.

Poi c'è "Nomade", in cui Chiara cita Frida Kahlo, personaggio che ama da molti anni, e incappa nell'uso di una parolaccia (nello specifico "stronzo"). E' forte nelle note e nel testo, questo brano ma regala un forte senso di spensieratezza all'interprete e a chi l'ascolta. L'album si chiude con "Qualcosa resta sempre", una canzone che nasce in inglese ma che scritta in questa maniera è riuscita a rendere al meglio anche in italiano, merito della sapiente mano di Simonelli e della potente voce della Galiazzo. Quella, nonostante la bufera, resta un porto sicuro.

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