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Chiusura anticipata delle disco a Parma, è polemica

La bomba è scoppiata sabato scorso, quando il sindaco di Parma, Pietro Vignali, tra i restyling da adottare nella cittadina ha proposto la chiusura delle discoteche non oltre le due di notte.

Ma i gestori dei locali non ci stanno: "Pericoloso e ingiusto. Una boutade, una cosa detta tanto per parlare".

Sì alla sicurezza sulla strada, ma con metodi più adeguati. "Per noi è una assurdità – ha spiegato Ernesto Mendola, presidente provinciale del Silb Fipe, associazione dei locali da ballo e di intrattenimento – perché chiudere le discoteche di Parma prima delle due incentiverebbe il nomadismo, con i giovani che, sempre a caccia di divertimento come è normale a quell'età, se ne andrebbero a ballare nel reggiano, nel modenese o comunque lontano. Il tutto spostandosi sulla strada, e non sempre con mezzi sicuri come il Disco bus".

Il problema è anche nella perdita economica e nella concorrenza. Secondo i gestori: "Se in tutta Italia e in tutti i luoghi, compresi i circoli privati, ci fosse l'ordine di chiudere alle due allora andrebbe bene. Ma non si può mettere un divieto solo a Parma, spingendo così i giovani ad andare a ballare fuori".

Il primo cittadino, però, non abbandona la sua idea ed è pronto a far rispettare l’ordinanza con tanto di multe: "I giovani devono uscire dalle discoteche alle due di notte e andare a dormire. Per me bisognerebbe chiudere tutti i locali ed evitare che la gente stia in giro fino a tardi".

E a chi gli ricorda di aver fatto parte da giovane di quell'universo della notte, Vignali si difende: "E' sempre stato un errore. Ho sempre subito una tendenza. Anche i giovani oggi sarebbero contenti di andare a ballare alle dieci e mezza e uscire all'una. Bisogna cambiare le cose".

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