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Claudio Baglioni in concerto a Roma il 28 novembre, recensione: show esplosivo di tre ore

Ci sono canzoni che attraversano la nostra vita in ogni momento. Magari non le ascoltiamo per anni, poi un giorno x ci ricapita per caso di sentirle alla radio e di cantarle a squarciagola in macchina. Ci sono casi in cui queste canzoni le viviamo davvero durante un concerto e ci rendiamo conto che ci hanno accompagnato lungo la vita e che sono l’unica certezza fissa, l’unico punto fermo che non è mai cambiato in questi anni, come il timbro della voce di un cantante.
Ci sono interpreti, poi, che nonostante l’età, le migliaia di volte che hanno portato sul palco i loro successi di una carriera lunga decine e decine…e decine di anni, non si stancano di regalare emozioni massicce.

Guarda le foto di Claudio Baglioni in studio di registrazione

E’ il caso di Claudio Baglioni.
Ieri ha aperto la prima delle tre date che lo vedranno protagonista sul palco della sua Roma al Palalottomatica per passare in rassegna emozioni musicali del suo cammino professionale – dai nuovi successi come “Con voi”, “Dieci dita” sino ai vecchi: “E adesso la pubblicità”, “E tu” etc..

Baglioni, alla veneranda età di 63 anni, è il prolungamento del braccio dell’ energia: canta, balla, si piega, si atteggia in pose sexy, amoreggia con la chitarra e con l’asta del microfono. Uno spettacolo che oltre i 60anni è raro vedere su un palco.
La sua voce non ha perso smalto, anzi se si interrompe per un futile motivo (rimproverare i maleducati che non rispettano il posto assegnato e continuano a fotografare e filmare) riesce a riprendere con la stessa enfasi precedente senza cambiare una virgola.

I suoi “passerotti” saranno andati via non so quante volte, le sue “magliette fine” si saranno strappate ormai a furia di lavaggi, ma quel che resta è la stessa sensazione unica di ascoltarle per la prima volta alla radio ricordando un amore, un’amicizia, un momento particolare.

Un concerto, quello di ieri, durato oltre tre ore con un palcoscenico illuminato a festa, uno show tanto cantato e poco parlato, come ogni fan vorrebbe.

Se non fosse per gli smartphone continuamente accessi, a momenti chiudere gli occhi, ascoltare “Avrai” o “Mille giorni di te di me” ed immaginare i vecchi cuoricini luminosi accessi dondolare al buio, ci ha riportati dritti dritti ad un passato che è un po’ il nostro presente rinnovato ed adattato all’era che stiamo vivendo.

Baglioni è uno che sa far incontrare e la sua musica non ha metri di misura: cantano gli anziani con qualche chilo di troppo e qualche capello bianco in più, ma cantano anche i piccini che magari adesso sbaglieranno le parole e non capiranno il senso di “seguire il tuo profilo con un dito”, ma che fra qualche anno scopriranno quello che biascicavano e ne rideranno con una lacrimuccia nostalgica sul viso.

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