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Cristiano De André: ricoverato a Milano per crisi nervosa

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Il musicista Cristiano De Andrè, figlio di Fabrizio, è stato trasportato venerdi sera al Policlinico di Milano a seguito di una forte crisi nervosa.

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Intorno alle 23.30 i vicini di casa hanno chiamato la polizia per segnalare urla provenienti dal palazzo in cui vive il musicista, che si trovava da solo in casa. A nulla sono valsi i tentativi della polizia che non è riuscita a farsi aprire la porta comunicando con grande difficoltà con il cantante genovese trovato poi in grave stato confusionale. Solo dopo l'intervento di Dori Ghezzi, vedova del padre e dell'amica Alba Parietti, Cristiano ha accettato di aprire la porta di casa in cui si era praticamente barricato, e di farsi ricoverare in ospedale dove sta seguendo al momento una terapia in attesa di riprendersi.

Il cantante in cura oramai da tempo per gravi crisi depressive soffre “di quello che una volta si sarebbe chiamato un esaurimento molto forte, ma è forse un male, un male profondo di vivere, e non è certo l'unico che ho incontrato nella sua situazione in tanti anni” ha raccontato, sulle pagine di Repubblica Don Gallo. “Io mi ricordo quando ha cantato al Palafiumara, c'eravamo tutti tre anni fa, c'era anche sua sorella Luvi, c'era ancora Pepi Morgia. Era pieno, una serata bellissima - ricorda - alla fine gli ho preso il volto tra le mani e gli ho detto "andiamo avanti, Cristiano". Ma ora si è fermato, il nuovo disco è pronto ma non è ancora uscito, e da quanto mi dicono, da alcuni mesi è proprio solo”.

Esattamente nella stessa sera di quattordici anni fa’, moriva sua padre Fabrizio. Personalità fragile, dall’animo sensibile Cristiano, che oggi ha 51 anni, sta attraversando un periodo di grande tensione e stanchezza dovuto anche allo stress per la stesura dell'ultima album.

Lui aveva fatto quella stupenda ultima tournée insieme a Fabrizio e alla Luvi - continua Don Gallo - Nei momenti del successo hai intorno anche tanta gente che ti sfrutta, ti usa. Poi, quando stai male, ti ritrovi magari da solo e non sai come fare. Lui avrebbe bisogno di persone che gli stiano vicino: e l'unica maniera per dargli una mano è mettersi a disposizione. Io lo faccio. Se vuole”.

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