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Cristiano Godano, in arte Marlene Kuntz

La voce è calda, profonda, distesa. Le sue parole sono misurate e taglienti, mai banali.
Cristiano Godano dimostra di essere la stessa persona che ritrovi nei suoi album, ti trasmette le stesse sensazioni. Il personaggio è unico, semplice, molto intelligente.
Cristiano Godano è soprattutto la voce dei Marlene Kuntz. Lo raggiungiamo al telefonino durante una traversata in traghetto, direzione Civitavecchia.


a cura di Slug

Lo aspetta il Wuotstock, festival ciociaro ad Arpino. Ma non solo. I Marlene sono i veri protagonisti dell'estate festivaliera italiana. Il loro nome è presente in tutti i più importanti appuntamenti musicali e questo è un segno chiaro e cristallino di quanto questa band sia cresciuta e della fama indiscussa di cui ora può vantare, una fama che la porta ad essere richiesta ovunque, in giro per l'Italia e per l'Europa.
Eppure Cristiano e i suoi Marlene, pur accarezzando con piacere le forme sinuose del successo, non si lasciano trasportare da quella spirale di vanità e divismo che circonda parecchie star (o presunte tali) nostrane.
Sono persone consapevoli della loro posizione ma non le vedrai mai vendere la loro anima al diavolo, sono persone oneste, disponibili, anticonformiste per natura. Il bello dei Marlene Kuntz è anche questo.


Cominciamo la nostra chiaccherata parlando di "Senza Peso", il vostro ultimo lavoro discografico. Ho avuto occasione di ascoltarlo e di leggere alcune recensioni sparse nel web. Il vostro sound, rispetto ai lavori precedenti, ha forse trovato l'equilibrio perfetto tra suoni vellutati ed imporvvise accelerazioni, tra sonorità taglienti e rilassanti. E c'è addirittura chi vi ha paragonati a Nick Cave. Tu, dovendo recensire l'album dei Marlene, come lo commenteresti? Forse l'album della maturità?

Credo che la maturità non sia mai un processo definitivo. Un artista deve avere sempre la voglia di superarsi, di andare oltre, di non fermarsi mai nel suo processo di maturità artistica. "Senza peso" è il nostro miglior album, soprattutto a livello sonoro. Sono molto orgoglioso di quest'ultimo aspetto. Il desiderio dei Marlene è sempre stato quello di trasmettere al pubblico tutte le nostre emozioni, di far ascoltare una musica raffinata e con questo album abbiamo raggiunto questo scopo.
Somiglianze con Nick Cave? Ad essere sincero non ho avvertito molte somiglianze ma questo paragone non può che farmi piacere; è un onore per me essere avvicinato ad un personaggio di simile livello oltrechè un'artista al quale mi sento molto legato ultimamente, al pari dei Sonic Youth e di Neil Young.


C'è anche chi ha insinuato che "Senza Peso" sia un album artisticamente commerciale. Cosa rispondi?

Sono stufo di controbattere a queste maldicenze. Chi conosce i Marlene Kuntz sa che una band come la nostra non potrebbe mai scendere a compomessi con "suoni di mercato".
Magari chi scrive certe cose alla fine si scopre essere un assiduo ascoltatore di band più commerciali tipo Smashing Pumpkins o simili.
Comunque chi critica i Marlene può tranquillamente ascoltare altra musica, nessuno li costringe a seguire la nostra band.


Come mai avete scelto Berlino come location per la registrazione del vostro album?

La scelta è stata dettata dalle nostre necessità. Dopo quattro album registrati a stretto contatto con la natura, lontani dai rumori, in compagnia solo della nostra musica e della nostra ispirazione, volevamo cambiare drasticamente approccio e così è venuta fuori l'idea di Berlino, una metropoli molto bella, piena di locali, svaghi e divertimenti.
L'approccio a questo album è stato differente dai precedenti. Abbiamo provato a rimanere il più possibile fuori dalla spirale di attesa e responsabilità che circondava l'uscita di questo lavoro.


Cosa vuol dire "Senza Peso"? Perchè questo titolo?

E' forse il concetto che più si avvicina e meglio giustifica la musica e le liriche dei pezzi.
Prima di partire per Berlino avevo stilato una lista di potenziali titoli. Una volta giunto il momento di decidere l'ho ritirata fuori e abbiamo scelto tutti insieme.


Qual è il punto di forza dei Marlene Kuntz?

L'onestà artistica è un tassello fondamentale della nostra carriera, l'abbiamo sempre seguita, non ci siamo mai divisi da essa.
A me non piace ingannare la gente e nei testi ho sempre dimostrato. Non abbiamo alcuna voglia di favorire il clichè di noi stessi.
Noi non bariamo mai con i nostri fans.


Domanda inevitabile: cosa ne pensi del fenomeno del File Sharing, dei software P2P e della diffusione gratuita della musica sul web?

Non sono un paladino di coloro che diffondono la musica gratuitamente in rete.
Il diritto d'autore è fondamentale per qualsiasi artista. Se tutti i nostri fans si scaricassero in rete il cd, io non potrei più fare musica.
Comunque non siamo certamente noi che possiamo risolvere un problema così delicato.


Però il file sharing è molto importante per quei gruppi giovani che si vogliono far conoscere.

Anche qui ho qualche dubbio. Certo, è innegabile che mettendo i propri pezzi al servizio di tutti, si dia una certa visibilità ad un gruppo ma c'è anche il risvolto della medaglia.
La rete viene invasa da ogni tipo di mp3, un numero impressionante che cresce esponenzialmente e una buona parte di queste canzoni sono sinceramente inascoltabili.
Il risultato è che alla fine la gente si stufa di ascoltare e, dunque di scaricare i file.
Il problema di fondo sta tutto qui. Non è ammissibile che una band di ragazzi che magari suona da pochi mesi si improvvisi come una rock band affermata.
La realtà è ben diversa, ci vogliono anni per diventare dei veri artisti, non bastano una manciata di prove in sala.
Tutto questo proliferare di mp3 è nocivo per la musica e per la gente che la ascolta.


Ho letto che giorni fa Eros Ramazzotti ha scritto un editoriale sul giornale di Bruxelles "European Voice" che viene letto quotidianamente dai parlamentari europei chiedendo loro di abbassare l'Iva sui cd. Cosa ne pensi di quest'altra spinosa questione? E' giusto che un cd costi 22 euro?

Sinceramente di tutto questo discorso, la cosa più scandalosa è la differenza che intercorre tra il prezzo di un libro e quello di un Cd, almeno nell'applicazione del regime Iva.
In questi ultimi mesi si è verificata una crescita piuttosto notevole di libri mediocri che non valgono affatto i soldi spesi.
Il discorso vale anche per la musica: ci sono album che meritano un certo prezzo ed altri che invece non lo valgono.


La vostra carriera discografica è partita a metà degli anni '90, nel pieno boom del rock made in Italy. Voi come vedete la situazione attuale della musica rock? Qual è il suo stato di salute?

Rispetto a qualche anno fa, ora ci sono in giro molti gruppi validi, c'è una maggiore consapevolezza, c'è più Know How.
E' aumentata la competenza, i suoni sono più curati e poi si può assistere a dei concerti dal vivo finalmente degni di tale nome.
Purtroppo però in giro ci sono meno soldi, la gente li spende lontana dai negozi di musica e di conseguenza non va ai concerti e noi siamo parecchio penalizzati.
Il problema è anche che la musica rock in Italia non ha mai goduto di alcuna considerazione, viene ostacolata di continuo. Personalmente trovo questa situazione alquanto scandalosa.
Gli addetti ai lavori partono prevenuti verso quelle band che hanno fatto del rock uno stile di vita.
La nostra situazione è molto differente da quella che c'è in Inghilterra e Germania, lì la musica rock è molto più apprezzata.


Chiudiamo con un'ultima domanda: Cosa rappresenta l'immagine nella copertina di "Senza Peso"?

E' un remake in foto del film "Il cielo sopra Berlino".


Grazie della tua disponibilità, Cristiano, è stato un piacere chiaccherare con te.

Grazie a te.

Intervista realizzata da Slug
Pubblicata: il 15 luglio 2003.

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