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Dada e Surrealismo: parola d'ordine "eversivo"

Cosa c’entra una mostra sul dadaismo e surrealismo su un sito che si occupa di serate ed eventi? Rifletteteci un attimo: il primo motivo è che si tratta di due movimenti artistici che sono nati come avanguardie, e si sa che qui di avanguardie (siano esse visive o musicali), ne girano parecchie.

Il secondo motivo è che si trattava di due filoni della prima metà dello scorso secolo che rappresentavano nuovi atteggiamenti verso la vita rispetto al passato; stessa cosa che fa la cultura della notte, a pensarci un attimo. Senza scadere nella blasfemia, qui siamo davanti ad una mostra che merita, e che guarda caso ha portato al livello dell’arte tecniche come l’assemblaggio e il collage, modalità cara ancora oggi alla cultura ormai lontana dal manierismo.

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Al Complesso del Vittoriano di Roma, fino al 7 febbraio 2010 ci sarà “Dada e il Surrealismo riscoperti", curata da Arturo Schwarz. Parliamo di cinquecento opere tra olii, readymade, assemblaggi, collage, disegni automatici e sculture, più tutta una serie di documentazione, dai Manifesti fino ai periodici dell’epoca. E se i nomi delle correnti non vi risultassero familiari, ecco qualche nome per rinfrescare la memoria: Chagall, De Chirico, Duchamp, Kandinskij, Klee, Klinger, Gustave Moreau e Munch.

“Questa mostra ha il grande pregio di offrire una panoramica – probabilmente unica per la completezza e la qualità delle opere esposte – dei soli due movimenti artistici delle avanguardie storiche che, oggi più che mai, hanno conservato la loro attualità e la loro carica eversiva” spiega il curatore.

Eversiva, appunto. All’epoca lo era, adesso è arte pura (e bellissima). Chissà, magari tra qualche anno diranno la stessa cosa dei dj set, non si sa mai.

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