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Daniele Silvestri: "Sono stato un latitante"

A Daniele Silvestri il Festival di Sanremo porta bene. Basta ricordare il successo nel 2002 di "Salirò" che dal palco dell'Ariston finì in heavy rotation su tutte le radio italiane per mesi lanciando l'artista italiano verso picchi di notorietà nazionale ed internazionale.

Da allora ha pubblicato un libro, ha fatto concerti in Mozambico, ha realizzato nel 2004 un doppio cd live ed è pronto a lanciare il nuovo disco di inediti, "Il latitante", disponibile dal prossimo 2 marzo.

"Dopo il successo di Salirò", ha detto il cantante ad Affari Italiani, "ho sentito la necessità di sparire e grazie a questa canzone mi sono potuto concedere il lusso di fare il papà a tempo pieno per un po’. Ho cominciato a studiare strumenti musicali, a spezzare automatismi, a cercare stimoli nuovi che però mi hanno creato confusione in testa. Oggi ne sono felice, ma all’inizio scrivevo e buttavo via tutto".

"Negli ultimi dieci anni in Italia il livello culturale, etico e morale si è abbassato in maniera preoccupante: vale la pena di battersi per denunciare questa situazione", ha continuato l'artista romano che al Festival presenterà il brano "La paranza".
Nel testo della canzone apparirà anche una parolaccia. "Se vogliamo parlare di volgarità la tv ne è piena, e comunque io la canzone non l’avevo scritta per il Festival: è nata circa un anno e mezzo fa".

Nell'album di Silvestri (“stranamente molto omogeneo visto che non mi riconosco in uno stile piuttosto che in altri: sono curioso, faccio delle prove e quando sono appagato tento altre strade”) ci sarà spazio per numerosi temi di grande attualità, dalla politica al malcostume italiano, fino all'omosessualità, trattato nel brano "Gino e l'Alfetta".
Daniele ha voluto commentare così la questione dei Dico: "Viva Zapatero basta? La canzone l’ho scritta per il senso di colpa verso i miei amici gay che da tempo mi chiedevano un brano che parlasse di loro: è contro pregiudizi e stereotipi".
Nel "Latitante" ci saranno anche molte collaborazioni: “Con gli Inti Illimani ho realizzato una ballata jazz, poi c’è il basso di Max Gazzè, Demo Morselli suona la tromba e Mauro Pagani il violino; c’è anche un duetto con Andrea “Bove” Leuzzi, degli Otto Ohm”.

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