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Danielson - Ships

Etichetta: Secretly Canadian  -  Voto 7
Brano Migliore: He Who Flattened Your Flame Is Getting Torched

Incuriosito dalla recensione apparsa su EYE, mi sono procurato Ships dei Danielson e lho messo sul giradischi con unaspettativa altissima. In quelle righe si cita, tra le influenze del gruppo,  Animal Collective e Sufjan Stevens (anche collaboratore nel disco) e questo tanto è bastato a muovere la mia curiosità che, devo dire, è stata appagata più di quanto mi aspettassi.

Ships, a un primo ascolto, si presenta come un mix straniante di pop e psichedelica, con rimandi alle opere rock degli anni 70 (Did I Step On Your Trumpet sembra un outtake da Jesus Chris Superstar!), al flower-power dei Mamas & Papas fino al folk corale e intellettuale degli Arcade Fire. Piano piano, ascolto dopo ascolto, viene fuori, una divertente (e divertita?) attitudine che rende lalbum assolutamente degno di nota.

Danielson è un progetto nato dieci anni fa per mano di Daniel Smith che coi suoi quattro fratelli  ha dato vita ad una curiosa band (che, negli anni, ha cambiato varie volte nome passando da Danielson Famile, Tri-Danielson e Br. Danielson per giungere, oggi, al definitivo -pare- Danielson) con lobiettivo di divulgare i valori del cristianesimo con canti damore, pace e inni alla vita.

Questo non vi allarmi poiché siamo lontani da Gen Rosso o Viva la Gente. Danielson, musicalmente, sono un gruppo talmente convincente che leventuale divergenza di opinioni passa in secondo piano.

Arpeggi intricatissimi, violenti bordate di fiati, orchestre beatlesiane, armonie vocali e recitativi eccentrici costituiscono, in un tourbillon di accelerazioni e rallentamenti, lossatura di un lavoro complesso, kitsch e corale che non mancherà di appassionare.
I fratelli Smith hanno riempito lo studio di registrazione di amici tra i quali, oltre al già citato Sufjan, ci sono Steve Albini, Edith Frost , Serena Maneesh e membri di Deerhoof, Why? con un coinvolgimento talmente intenso e divertito che nel disco si respira in continuazione unaria bizzarra a metà tra la festa e il rigore. Come se Frank Zappa fosse arrivato,  con la sua corte di personaggi, a disturbare le registrazioni di Pet Sounds. Un disco che somiglia a un giro sullottovolante: appena scesi a terra si è un po sbalestrati ma lemozione è stata talmente forte che si prende subito il biglietto per un altro giro.

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