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Danny Losito di The Voice 2013 a Excite: "Concorrente a 47 anni? L'età non conta!"

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di Antonella Dilorenzo

Danny Losito è uno che ne ha fatta di strada musicale. A soli 25 anni, nel 1990, pubblica un singolo, ”Found love” sotto il nome di Double Dee, che fa ballare ancora oggi tutto il mondo, partecipa per ben due volte al Festival di Sanremo, realizza dischi in italiano e in inglese, parte in giro per il mondo facendo mash up dal vivo ed ora torna in Italia per partecipare, alla stimabile età di 47 anni, ad un talent canoro televisivo, The Voice. Danny ha la carica di un ventenne, una voce mirabile, e tanta voglia di continuare a fare musica, come fa da sempre, con divertimento e leggerezza. Ecco cosa ci ha raccontato in questa intervista esclusiva per Excite.

Come mai la scelta di partecipare a The Voice?

Era affascinante l'idea di dover cantare senza che ti guardassero o potessero giudicarti solo per l'immagine. Non c'erano limiti di età, e ho riscontrato che all'estero è stato veramente un successo. Quando, poi, ti rapporti con una realtà come quella italiana, dove con la musica si fa sempre più fatica ad emergere se non sei qualcuno, perchè non partecipare? In fondo un artista ha bisogno di palchi per farsi vedere e questa era l'occasione giusta.

Guarda il video di Danny Losito che canta "Master Blaster" a The Voice 2013

Hai scelto tu di partecipare o ti ha chiamato la redazione?

Ho scelto io, mi sono iscritto, sono andato a Bologna come uno qualsiasi - perchè è giusto che sia così - mi hanno dato un numero, vicino ad una parte mi hanno fatto la foto, mi hanno chiesto il nome, ho cantato, mi hanno detto “bene”, poi mi hanno richiamato e mi hanno detto che ero alla fase successiva. Ho fatto una trafila normale come tutti.

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Pensi che la musica, ormai, passi solo per i talent televisivi?

No, non credo. Penso che l'artista debba farsi vedere e, non esistendo più spettacoli come Festivalbar, ad esempio, abbia veramente pochi spazi. Il talent è un trampolino di lancio, senza dubbio, un modo per farsi conoscere, ma poi devi mettere del tuo per andare avanti.

Hai mai fatto provini per X Factor o hai mai pensato di farlo?

No, non ne ho fatti, perchè non avevo la testa per queste cose. Ti ripeto, The Voice è stato affascinante per il discorso che ti facevo prima, quindi non ho mai pensato di presentarmi ad X Factor.

Cosa ti aspetti da questa esperienza televisiva e canora, che sia un nuovo trampolino di lancio?

Non mi aspetto niente, so che devo percorrere questa strada, questa avventura e cerco di farlo al meglio, dopo quello che verrà speriamo siano tutte cose buone, per il momento cerco di fare bene in questa situazione, solo di questo mi sto preoccupando.

Andiamo un po' indietro con gli anni. Sanremo 2004: “Single”. Cosa è successo dopo quell'esperienza?

Ma niente in realtà, è andato tutto bene fino a quando non ho partecipato a Music Farm dove ho avuto un'esperienza poco piacevole, e da lì c'è stato un periodo di meditazione, dovevo capire cosa bisognava fare per tirarsi su. Credo che la vita sia così, in genere, caschi e ti rialzi su. Io ho fatto questo, mi sono rimboccato su le maniche e poi è capitata quest'occasione di “The Voice” e l'ho presa al volo.

Come mai non è stata un'esperienza piacevole a Music Farm?

Ho avuto, come dire, ansia da prestazione artistica, sono andato un po' nel pallone e da lì in poi mi sono dedicato alle mie cose, ho suonato in giro e soprattutto all'estero, ecco perchè sono stato poco “visibile” In Italia. A breve riprendiamo il tour, andiamo a Dubai. All'estero ho continuato a lavorare tanto, in Italia, sai, dopo un'esperienza un po' negativa dovevo far passare un po' di tempo per mettermi in sesto.

Pensi che la tua immagine ne sia uscita lesa?

No, è una cosa che ha fatto male me personalmente. L'immagine è qualcosa che non riguarda più di tanto. Sai, nella vita quando fai bene, tutti ti dicono “ok”, quando ti capita qualcosa di brutto ti rimangono gli amici quelli veri e tutto il resto sono riflettori e giudizi precoci, per cui sono scappato via dall'Italia per un po'.

Hai fatto il deejay o ti sei dedicato ad un altro tipo di musica?

Continuo a fare sempre tutto, sono partito come deejay e lo faccio quando capita, volentieri, ma mi sono dedicato alla band dal vivo con cui lavoro attualmente e da lì ho cominciato a girare un po' dappertutto, sono andato sul campo. La televisione è bellissima, ma il lavoro bisogna farlo sul palco.

E la tua band come si chiama?

"Mash Machine" e facciamo di tutto, repertorio mio, genere soul, disco, funky, mash up suonato.

Come sono cambiati i tuoi tempi televisivi musicali da Sanremo attraverso Music Farm fino a The Voice?

Sono cambiato io. L'approccio che ho con me stesso e questo lavoro è diverso, devo solo pensare a far bene e divertirmi, forse prima mi prendevo troppo sul serio e mi divertivo meno.

Non ci saranno ancora momenti di silenzio dopo The Voice?

Ah, chi può dirlo!

Negli anni '90 andavi abbastanza forte, hai pubblicato album, singoli discomusic. Cosa hanno rappresentano per te gli anni '90? E' stato un periodo musicale diverso, alcuni lo ricordano con nostalgia.

Sono stati anni bellissimi, l'Italia era vista anche meglio all'estero a livello di produzioni musicali per quanto riguarda la spaghetti house, il dancefloor italiano era molto più quotato, adesso ci sono deejay superstar. Prima era molto più divertente, diciamo che l'Italia all'epoca ha fatto grandissime cose anche nel mondo.

Il successo di “Found love”? Me ne vuoi parlare? E' stato il tuo primo lavoro, com'è andata?

E' stato il mio primo disco, l'ho fatto con tanta voglia di esserci ed è andata benissimo perchè ancora oggi mi ripaga del lavoro fatto ed è stato un successo mondiale, nessuno se lo aspettava. Da lì abbiamo costruito tutto il cammino per il futuro: ho fatto due dischi con un gruppo che si chiamavano i Kaigo, ho fatto un paio di cose da solita, Sanremo Giovani, e Sanremo con Tony Renis, non sono stato mai fermo.

Double Dee esiste ancora?

Si, si! Improvvisiamo meno rispetto a prima perchè adesso i dischi si vendono molto meno e le canzoni fanno fatica a farsi sentire soprattutto quelle fatte in Italia, diciamo che gli stranieri ci hanno un attimino sorpassato a livello di comunicazione e marketing, sono arrivati prima loro con il discorso di internet, Myspace, Facebook, noi siamo rimasti un po' a coltivare il nostro orticello senza vedere quello che succedeva all'estero, ma io parlo degli altri, io sono sempre stato costante ho cercato sempre di stare nel mezzo, né troppo in alto né troppo in basso.

In questi anni hai sempre fatto musica, vivi di questo?

Assolutamente si, vivo di questo, riesco a farlo, fortunatamente, è chiaro che quando arriva il momento televisivo in cui sei esposto a livello mediatico in maniera maggiore, tutto sembra diverso ma in realtà io questo lo faccio da sempre.

Ho intravisto Tommy Vee nel video della tua canzone “Che felicità”. Avete mai collaborato, essendo due deejay o hai pensato di farlo?

Siamo tanto amici, abbiamo fatto tante cose insieme, alcune fortunate, altre meno. Le classifiche non le ricordo, ma abbiamo fatto diverse produzioni, come “Shinig”, un pezzo che abbiamo pubblicato in Inghilterra. E' andato forte nelle chart inglesi. Al di la del lavoro io e Tommy siamo proprio amici nella vita.

Musica pop da cantare o disco music da suonare. Che preferisci?

Tutto! L'importante è che mi faccia stare bene e sia bella, per me esiste una cosa fatta bene o male.

Guardando The Voice dall'esterno, come spettatrice, ho notato la differenza di spirito con cui hai preso tu questa esperienza rispetto agli altri concorrenti, con più leggerezza. Come te la spieghi?

Beh, io ho 47 anni, ho più esperienza, ho preso batoste, mi sono rialzato. E' chiaro che un giovane abbia la spensieratezza, certo mi viene da dire “State calmi” perchè il discorso dell'artista è un discorso complesso, lungo difficile, e pensare di andare in televisione due volte e aver risolto la propria vita artistica è proprio sbagliatissimo, poi ti accorgi che vai fuori da quello scatolone lì e la realtà è diversa. Questo mi sento di dire, ma va bene tutto. Bisogna avere testa e cuore.

Anni '90, adesso. Hai avuto molti momenti di esposizione mediatica, ma anche periodi di silenzio. Quale differenza di seguito noti tra prima e adesso con Facebook e altri social network?

Se avessi fatto all'epoca “Found Love” con Double Dee con la potenza che ha ora internet, sarebbe andata in maniera diversa ma è andata comunque bene. Anche se io sono della vecchia scuola, il disco se fatto bene cammina da solo. Anche se hai 7000 persone che ti seguono e il disco lo comprano solo 100 persone, cambia tanto. E' la musica che deve aprire le strada. Il discorso mediatico va bene, ma attenzione a trovarsi un portafoglio di 5000 amici e poi scopri di essere comunque solo. Facebook è ottimo, fantastico se serve per arrivare a più persone, ma poi bisogna avere la sostanza.

Ora pensi sia più facile o difficile fare musica attraverso questi nuovi mezzi?

E' più facile farla. Il cambiamento a livello tecnologico è in bene ma l'altra faccia della medaglia c'è sempre. Tutti possono fare musica, tutti possono pigiare un tasto e fare qualsiasi cosa, chiaramente ci vuole la testa della persona che abbia un'idea forte. La macchina deve essere il mezzo che ti permette di produrre e materializzare quello che hai nella testa. Il discorso della tecnologia è un valore aggiunto. E' fuori discussione che la musica si può produrre in casa con un computerino mentre prima dovevi andare in uno studio, c'erano costi maggiori, obblighi verso la produzione che puntava su di te, adesso puoi fare quello che vuoi.

Alla luce di ciò qual è il quid che ti fa emergere?

La voglia di esserci, di non aver mai mollato, di dimostrare anche a me stesso che ancora ci sono che l'età non conta, ma è solo un numero. Se c'è la passione nessuno ti ferma.

Grazie mille!

Grazie a te!

Ecco il video ufficiale di "Found love", hit di Danny Losito (Double Dee) del 1990:

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