Excite

Darkel - s/t

Etichetta: Astralwerks   -   Voto: 6

Pezzo migliore: Pearl

 

Per il suo attesissimo side-project in vacanza dagli AIR, Jean-Benoit Dunckel non si discosta molto dalle sonorità proposte in seno al gruppo di origine e se una differenza va individuata possiamo dire di trovarla nellapproccio più candidamente easy, senza necessità imbarazzanti di dimostrare ad ogni costo qualcosa.

di Joyello

Le note di copertina pressoché assenti  di DARKEL, eponimo primo lavoro del combo, fanno di questo album un prodotto un po old-style che ricorda analoghe produzioni dance della fine degli anni 70 (francesi e italiane, soprattutto) dietro le quali si nascondevano musicisti di grande livello alle prese coi remunerativi shuffle della discomusic (Cerrone, Sheila B. Devorion, Macho, Peter Jacques Band ecc).

Sia chiaro: questo non è un disco propriamente dance, non centra con la discomusic. È casomai lattitudine di quei vecchi dischi ad essere qui evocata senza rinunciare, comunque, ad una sana scorpacciata di ritmi in 4/4.

E infatti linteresse si placa in misura direttamente proporzionale ai ritmi del batterista (o della drum machine) costringendo lascoltatore a sonore russate.

Le bruttine Some men e How brave are you chiedono a gran voce di pigiare il tasto FFWD,   Pearl, indorata da un sapore nostalgicamente french, qualcosa da salvare ce lha mentre  per Bathroom Spirit avrebbero giovato un paio di minuti in meno.

Le tracce uptempo invece, seppur di poco, superano tutte la sufficienza. Ciò che manca è un po di coraggio e di originalità. Lalbum è un continuo rincorrersi di citazioni e, pur senza grossi sconvolgimenti, rende omaggio con indifferenza sia a Vangelis (Be my friend) che ai Garbage (Earth, Beautiful Woman) senza negarsi nemmeno un giretto nelleasy-rock anni 70 (At The end of The Sky).

Un disco per Air-addicted e french-touch maniaci. Tutti gli altri lascino perdere

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