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David Guetta: 'Io, rivoluzionario della dance'

  • gq-magazine.co.uk

'La prima volta che sono stato a Ibiza volevo a tutti i costi suonarci. Ma i grandi dj erano tutti americani e quando mi proponevo, distribuendo io stesso i volantini delle mie serate, mi ridevano in faccia, pensando non ci fosse alcuna scena dance in Francia'. All'indomani dell'uscita di Nothing but the beat - in circolazione dal 30 agosto - David Guetta, il più famoso e pagato dj del mondo, si confessa. Raccontando aneddoti sul passato ma anche sui nuovi pezzi e sul mondo della dance.

'I tempi sono cambiati - confida all'Unità - le nuove generazioni sono cresciute a hip hop ed elettronica e la canzone tradizionale, in Francia, ma credo anche in Italia, è roba vecchia. È successo anche con il rap e con il rock: erano generi di nicchia e poi sono diventati il nuovo standard. Ma la mia musica affonda un piede nell'underground e l'altro nel pop perchè non faccio distinzioni: mi interessa solo che sia buona musica'.

Un autentico rivoluzionario del genere, che ha portato la dance e l'house a livelli sconosciuti sotto il profilo della fruizione e della diffusione. Fuori dalle dancefloor, dentro ogni radio. 'Non credo ci siano mai state così tante star fantastiche e così tanto talento in uno stesso album - ha aggiunto sul suo ultimo album, popolato di grandi collaborazioni da Will I Am ad Usher passando per 50 Cent - chi ascolta il pop in radio magari può essere incuriosito dai pezzi puramente elettronici. Io non ho barriere e non capisco perchè si debbano trattare le masse come stupide. Quando vedo la tv, ad esempio, divento matto'.

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