Excite

De Gregori, live a Caivano (NA), 28 giugno

E finalmente si sentiva un uomo solo, recitava una sua vecchia canzone. E ieri sera è stato proprio così: non nel senso della solitudine, ma nel senso che Francesco De Gregori era lì, signore del palco, padrone del mestiere (come dice uno dei versi che ha aggiunto alla canzone Lagnello di Dio) e del pubblico festoso.
Entusiasta più del solito, nonostante le variazioni di fraseggi, le solite modifiche melodiche e armoniche, nonostante, insomma, gli stravolgimenti delle sue canzoni. Sarà che la gente lo è andato a cercare fino in periferia armandosi di pazienza (abbiamo già parlato della pessima organizzazione del Caivano Rock Fest), non rimanendone delusa: le canzoni di De Gregori sono alternativamente tocchi poetici, ritratti esemplari oppure lingue di fuoco pronte ad incendiare vecchie fedi e falsi eroi.

Lui, con landar degli anni, è diventato affabile e gentile, e si muove sorridendo e scherzando - con la chitarra e/o larmonica a bocca  - fra leccezionale band di sei elementi (diretta dal bassista Guido Guglielminetti, già collaboratore di Battisti e Fossati), in cui splende la chitarra elettrica di Paolo Giovenchi. Accontentando gran parte del pubblico, esegue molti dei suoi successi, non rinunciando a donargli una veste nuova negli arrangiamenti in cui lombra del maestro Bob Dylan si sente parecchio, specialmente nel suo sound anni 90 - se non a stravolgerli completamente, come nellottima interpretazione rock di Cercando un altro Egitto, le meno riuscite La storia e Luccisione di Babbo Natale, o nellentusiasmante capolavoro rock&blues di Buonanotte fiorellino, che chiude il concerto con la gente in visibilio che muove i piedi a passo di danza.
Lapice del concerto è stato raggiunto, forse, dal nuovo arrangiamento elettrico de La valigia dellattore, mentre la sorpresa massima per tutti è stato vederlo cantare, con uninterpretazione intensa e molto ritmata, Auschwitz di Francesco Guccini. Non è facile che un artista come De Gregori renda un omaggio ad un altro di altrettanto successo nel suo stesso campo musicale: unumiltà che lo rende ancora più ammirevole. Si conferma colonna portante della musica italiana, non solo per le canzoni che ha scritto in passato, ma anche per quelle nuove, e ancora per come interpreta e modifica nei concerti (a frequenza fittissima) le une e le altre, senza smettere mai di farsi seguire.






Antonio Piccolo

La scaletta del concerto:

Vai in Africa, Celestino!; Caterina; A Pa; Tempo reale; Laggettivo mitico; Numeri da scaricare; Lagnello di Dio; Atlantide; Alice; La leva calcistica della classe 68; La storia; Titanic; Caldo e scuro; Il panorama di Betlemme; Generale; Auschwitz; Rimmel; Il bandito e il campione; Cercando un altro Egitto; Bambini venite parvulos; La valigia dellattore; Pezzi di vetro; Luccisione di Babbo Natale; La donna cannone; Buonanotte fiorellino

musica.excite.it fa parte del Canale Blogo Entertainment - Excite Network Copyright ©1995 - 2017