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Delta V - Le cose cambiano

Etichetta: BMG - Voto: 5
Brano Migliore: L'alba ogni mattino

I Delta V si sono scambiati i ruoli e hanno cambiato genre musicale. Carlo Bertotti ha preso possesso della composizione di tutti i brani mentre Flavio Ferri è passato alla produzione. E il risultato si sente.
"Le cose cambiano" è un lavoro oscuro, drammatico, sofisticato, al quale è impossibile affibiare in copertina un sorriso.
Passando dal trip hop italiano al pop, e dall'elettronica ad un sound più "indipendente", i Delta V hanno ora deciso di fare a modo loro. 


a cura di Slug

Quello che ne è venuto fuori è un'opera sofisticata, dalle tinte macabre e dai colori scuri. I testi raccontano stralci di vita contemporanea che non possono essere felici, radiosi e spensierati, raccontando di crisi e malcontenti personali, di disturbi e crisi di coscienza.
E' un disco che non lascia indifferenti, più maturo ma non per questo più apprezzabile.
Il trio milanese lascia perplessi, spiazzati ed anche un pò nevrastenici. "Le cose cambiano" è un mix di elettronica inglese targata primi anni '90, musica italiana del '70 e tanta, tantissima, sin troppa atmosfera da horror movie.
In questo album si percepisce chiaramente la presenza spirituale e musicale di Lucio Battisti, riproposto in chiave moderna con "Prendila così".
I suoni sono delicati, immacolati, anche eleganti, ma hanno il difetto di essere ridondanti e di proseguire un cammino già percorso ngli album precedenti.
Rispolverare dal baule del tempo una canzone di Battisti (reinterpretata anche discretamente) non basta e non aiuta l'ascoltatore ad uscire da quel "sospetto commerciale" che si fa strada in ogni traccia.
I Delta V stavolta hanno scelto la strada del good appeal e delle sonorità tipicamente da radio. C'è poco spazio alla voglia di evasione, a quel desiderio di "osare un pò di più", dell'"andare un po' più in là" che li aveva così felicemente accompagnati durante le registrazioni del loro primo (e finora miglior) lavoro "Spazio".
L'incedere di pezzi come "La costruzione di un errore" o di "Mani chiuse" non è noioso, tutt'altro. E' estatico, grazie alla voce di Georgeanne, e allo stesso tempo claustrofobico, intimista.
In ogni canzone si viene a creare quel contrasto "odio-amore" che non sempre garantisce al pezzo linearità e serenità d'ascolto.
Georgeanne fa valere le sue doti vocali soprattutto in "L'alba ogni mattino" e "Via di qui" ma sembra quasi che la struttura delle canzoni sia caratterizzata da un taglio strumentale e che la voce sia stata aggiunta solo in seguito, per necessità.
I Delta V si sono avvalsi, come per il precedente album, della collaborazione della cantante statunitense Gi Kalweit alla quale si sono aggiunti Stefano Lenzi (voce dei Virginiana Miller) e Fefo Forconi (chitarrista degli Almamegretta).

In rete:
- Sito ufficiale della band
- Alcuni siti dedicati di Delta V
- Le immagini dei Delta V su Excite Search
- Ti piacciono? Ascolta anche: Subsonica, Riccardo Sinigallia

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