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Dinosaur Jr - Beyond

Etichetta: Fat Possum - Voto: 7
Brano migliore: Been There All The Time

Dài, ammettiamolo: sebbene di primo acchito risulti un po’ patetico, vedere quel font, quella grafica e, soprattutto, quei tre nomi sulla copertina di Beyond ci ha fatto fremere.
Un po’ lo stesso fremito che abbiamo avuto vedendo quel font, quei nomi e quel nome sulla copertina di The Weirdness degli Stooges.

Però il ritorno dei Dinosaur Jr., almeno a me, ha fatto fremere un po’ di più. Senza disconoscere l’importanza storica dell’iguana e delle sue spalle, qui stiamo parlando dell’indie rock della mia gioventù, quelle chitarre grezze e dirette che, negli anni 80, ci hanno liberato dalla melassa elettronica della new wave e dalla cupidigia del dark per ridimensionare un linguaggio sonoro che stava rischiando di perdere la sua genuinità. Prima del grunge.
Quindi, rivedere nei credits i nomi di J.Mascis, Lou Barlow e Murph, assieme dopo quindici anni, un certo effetto lo fa. Ma il bello è che poi si mette a girare il disco e… Oh mio dio! Sono tornati i Dinosaur Jr.!

Come a dire: vadano tranquilli i vecchi fans ché questo è proprio il disco che speravano! Chi li ha visti in concerto due anni fa ci contava perché questi anziani ragazzi, sul palco, sono ancora in grado di sbalordire con la semplice ricetta base del rock’n’roll: basso-chitarra-batteria. E così il disco nuovo. Esattamente come lo volevamo, il normale seguito a “Where you been” in grado di farci dimenticare anche alcuni passi falsi (e in certi casi grotteschi, se pensate ai New Folk Implosion in cui ha militato Lou) commessi dai tre nel periodo che è intercorso tra quell’uscita e questo nuovo disco.
Dire che si tratta di un prodotto per nostalgici sarebbe troppo facile. Difatti non è proprio così. Diciamo che chi c’era allora, avrà molta più facilità a interpretare un linguaggio così semplice e diretto; gli altri, quelli un po’ più giovani, forse faranno un po’ fatica a crederci ma non è escluso che qualche nuovo adepto si faccia avanti.

Dinosaur Jr. sono rimasti nell’underground sempre. I loro dischi sono sempre stati di nicchia e J.Mascis, dopo lo scioglimento, non è diventato una star come Lou Reed dopo i Velvet o Iggy Pop dopo The Stooges. Lui, un po’ come lo zio Rudi dei Fuzztones, ha continuato il suo percorso con dischi (diciamolo pure: alcuni davvero bruttini) indipendenti, suonando in tutto il mondo in circuiti underground, tra centri sociali e piccoli club a dimostrazione del fatto che la dimensione di outsider è probabilmente quella a lui più congeniale. Rimettere in piedi la vecchia band, evidentemente, era l’unica cosa che si doveva fare e, visti i risultati, non possiamo che esserne contenti.

Beyond suona benissimo, tutto elettrico senza cedimenti nemmeno di un minuto, con un’intenzione e una vivacità che stupisce e rincuora. In effetti le avvisaglie messe in giro da Been There All The Time, il primo singolo, erano sufficienti a mettere l’aspettativa al giusto livello come dimostra anche il simpatico videoclip d’autore (diretto dalla più rock delle star di Hollywood, Matt Dillon, e con la partecipazione dell’amico e maestro Thrurston Moore e di sua figlia Coco) che probabilmente noi italiani non vedremo mai in TV (viva YouTube!).

Si, insomma, il classico disco destinato più a noi di una certa età che ai ragazzini ma, per una volta, anche noi over40, non dovremo fare i conti con gli anni che passano e potremo lasciare le nostalgie dove stanno. Dinosaur Jr. sono maturati a sufficienza per non cadere nel tranello del revival e ci regalano una cinquantina di minuti di sanguigno punk-rock, senza fronzoli, senza glassa e senza freni. Quindi… Beyond!

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