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Dirty Pretty Things - Waterloo to Anywhere

Etichetta: Mercury - Voto: 6
Pezzo migliore: Gin And Milk

Vi piacevano The Libertines ma non riuscivate a sopportare lantipatico Pete Doherty? Uscite fuori di testa per il popnroll di The Strokes ma la timbrica di Casablancas vi innervosisce? Tranquilli: ci sono Dirty Pretty Things. Praticamente la stessa formazione di The Libertines senza Doherty alle prese con un dischetto di rockettino leggero, molto vicino al lavoro di The Strokes, appunto, pur tuttavia con meno pretese e forse nemmeno troppe ambizioni. Il nome della band è rubato al titolo di uno dei miei film preferiti che in italiano era diventato Cose Molto Cattive. Nell'esordio discografico firmato DPT, però, di cose cattive nemmeno lombra. Il disco,  Waterloo to Anywhere è composto da poco più di mezzora di musica (33 minuti e mezzo, per lesattezza) distribuita su undici tracce ad alto tasso di energia, ritmo, melodia e varie amenità poppunk.


Le qualità di compositore di Barat sono indubbiamente meritevoli di successo e la sua talentuosa attitudine al rocknroll ce lo rende simpatico. Dovergli però riconoscere un lavoro epocale con questa opera prima mi pare un po eccessivo. Diciamo che in linea di massima ognuno dei pezzi di questo disco sta una spanna sopra a qualsiasi canzone dei Green Day e la speranza di vederli nelle alte posizioni delle classifiche di vendita (quanto e più della band di Billy Joe Armstrong) è ciò che francamente mi va di auguragli più di cuore.

In effetti le qualità di questo album sono tutte riconducibili al disimpegno, alla voglia di alzare il volume dello stereo per lasciare che le sue undici canzonette, nonostante un genere che  tende un po troppo al  piacionismo, ci colpiscano per la loro fiera orecchiabilità.

I paragoni con lalbum dei Babyshambles sulla stampa specializzata ovviamente si sprecano. Io posso solo dire che, a parte lex commilitanza dei due frontmen nelle fila di The Libertines, tra questo album e Down in Albion cè davvero poco in comune. Barat è senzaltro più portato al pop di quanto non lo sia (o non voglia ammettere di essere) Doherty, quindi quelle che ci vengono offerte dai DPT non sono altro che accattivanti canzonette fuzzanti e gigione da ascoltare sulla spiaggia o in palestra. Una decina abbondante di potenziali hit-single talmente perfetti da far impallidire Madonna!

Gin and Milk se il mondo fosse perfetto dovrebbe vincere il Festivalbar e Bang bang youre dead dovrebbe stare in testa alla Top10. Ma il mondo non è perfetto e questo sarà solo un altro grazioso disco di cui tra un anno non ricorderemo una sola nota. Nel frattempo, però, godiamocelo. Its terrific!

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