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Editors - The back room

Etichetta: Kitchenware - Voto: 8
Brano migliore: Lights, All Sparks
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Bene. The Back Room è uscito da un paio di mesi. Le aspettative erano tante, forse troppe, eppure l'album non ne ha delusa nessuna. Si tratta, probabilmente, della miglior uscita discografica di quest'anno. Almeno fino ad oggi.

di Joyello

Che, tra i propri ispiratori, Tom Smith (cantante, chitarrista ed autore della band) dichiari Doves o Elbow, ci mette nella condizione di avere un chiaro quadro delle intenzioni degli Editors.
Che poi il ritorno dello shoegazin ante-litteram di certi gloriosi gruppi degli anni 80 sia ufficialmente la frontiera più in della recente corrente rock, fa il resto.
Se da un lato, infatti, appaiono evidenti le affinità con certo pop chitarristico di oggi (non solo Doves e Elbow ma anche Bloc Party e Kaiser Chief), dall'altro sono inevitabili gli accostamenti a The Psychedelic Furs (freschi di reunion!), Echo & The Bunnymen e (ovviamente) Joy Division.
Come già detto qualche settimana fa, quest'album giunge nei negozi dopo una tripletta di singoli (tutti presenti nell'album) davvero al fulmicotone.
Non solo per la loro incontrastabile bellezza ma anche per l'incredibile riscontro ottenuto nelle vendite.
The Back Room, in undici tracce, racchiude una collezione di pezzi che riescono a trascendere gli evidenti richiami agli anni 80 restituendo una selezione musicale tra le più felici della stagione.
Il fatto che Lights e All Sparks abbiano caratteristiche superbamente mainstream, non fa di The Back Room un'opera effimera, anzi: è denso di brani orecchiabili, capaci di catalizzare istantaneamente l'attenzione pur manifestano una seria capacità nella composizione pop. In sostanza tutte le tracce possono candidarsi ad un'uscita indipendente.
Sono tutte potenziali singoli e questo, più di qualsiasi altra cosa, trova delle rassicuranti analogie con l'esordio, di oltre un anno fa, dei Franz Ferdinand.
Ma non è l'unica analogia. Anche Editors, come gli illustri colleghi, hanno preferito pubblicare il primo album con un'etichetta indipendente (la rediviva Kitchenware) che gli permetta quella libertà d'azione necessaria ad imporre idee ed intenti.
Se tutto funzionerà come per la band di Kapranos, quando le Major andranno a bussare alla loro porta, troveranno un progetto stabile, difficile da manomettere e consapevole del proprio valore.
Nel frattempo, sperando di vederli presto dal vivo anche nel nostro stivalone, accontentiamoci di questo gran disco (disponibile anche in tiratura limitata con un secondo CD contenente TUTTE le B-Side dei tre singoli).

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