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Einstürzende Neubauten - Alles Wieder Offen

Etichetta: Potomak Voto: 7,5
Brano migliore: Unvollständigkeit

Se pensavate che i Radiohead avessero messo in piedi l’unica vera rivoluzione nel mondo della musica registrata, forse vi era sfuggito che Einstürzende Neubauten stavano smuovendo le acque già da qualche mese. Alles Wieder Offen (più o meno Tutto è nuovamente aperto) è un disco che chiamare indipendente è poco. Il suo finanziamento è stato sostenuto interamente dai fans che, attraverso un’iscrizione a pagamento (ognuno offriva quello che poteva) nelle pagine del sito ufficiale, hanno garantito i fondi per realizzarlo. Ma non è tutto: Tutti gli iscritti hanno avuto la possibilità, per tutto il tempo della lavorazione dell’album, di accedere alla sua vera e propria creazione ascoltando i provini, le modifiche alle canzoni e le variazioni degli arrangiamenti man mano che prendevano forma con in più il diritto interagire personalmente, dare il proprio parere, consigliando ed intervenendo concretamente nella fase di produzione inaugurando quello che che, come ha detto Blixa Bargeld in una recente intervista, “…è un metodo innovativo di autogestione democratica”. Il fatto che l’album sia qui e che sia anche di ottima qualità, dimostra non solo che il progetto è riuscito ma anche che la band gode di uno zoccolo duro di sostenitori a dir poco invidiabile.A dire il vero nemmeno questa idea è del tutto nuova. Già i Marillon qualche anno fa ci avevano pensato; rimane il fatto che ultimamente sembrano arrivare da ogni parte i segnali dello stato penoso in cui versa l’industria della musica ma che ad avere la meglio sia sempre la passione di chi la musica la fa e quella di chi la musica la ascolta. Radiohead, Einstürzende, Prince (che regala il suo disco col biglietto dei concerti) con le loro iniziative intelligenti e strabilianti sono solo l’inizio di una vera e propria rivoluzione, necessaria per tenere viva un’arte chiamata Pop Music che l’industria stava pian piano sgretolando.

Ma, vi dicevo, Alles Wieder Offen oltre a questo è anche un buon disco e… non mentivo. Il crescendo dell’iniziale Die Wellen (ispirata a un quadro di Caspar David Friederich e parte di una piece teatrale) è il perfetto incipit per l’album. La voce recitante che va a ritroso è dolce e serafica, mette inquietudine e ansia come nella miglior tradizione neubautenese. Sotto, un tappeto di pianoforte e percussioni sul quale s’insinua in crescendo un tessuto di archi degno del più raffinato Scott Walker.Alcune volte la voce di Blixa Bargeld s’avvicina a quella del vecchio compagno Nick Cave, evocando timbriche da crooner del passato abbinate a suoni e gorgoglii composti e sensuali.Ascoltando la title track, viene da chiedersi se la Mute non rimpianga di non aver rinnovato il contratto alla band. Si tratta di una canzone dai tratti quasi Pop, con richiami alla stagione più florida dell’elettronica inventata proprio in casa Mute (Depeche Mode, Yazoo, Fat Gadget…) con anche quel retrogusto 80’s tanto di moda di questi tempi. Il tutto, ovviamente, condito in salsa Neubauten con il basso in bell’evidenza e l’intreccio tribale e possente delle percussioni a sorreggerlo.Subito dopo arriva quello che è forse il brano più riuscito dell’intera raccolta: Unvollständigkeit ha un colore un po’ ambient e si muove con delicatezza e rigore su tessiture lievi muovendosi come un uccello che, prima di spiccare il volo, abbia deciso di farsi una passeggiata a terra, guardandosi attorno e cercando di scoprire cosa ci trovino tutti gli animali senz’ali in questa strana abitudine di camminare. Non conosco una parola di tedesco e non ho di conseguenza nessuna idea riguardo il significato del testo ma posso assicurare che, mai come in questo caso, la voce di Bargeld che recita e sussurra, è da sola sufficiente a creare l’atmosfera (come si dice) come se fosse semplicemente uno strumento in più nell’arrangiamento della traccia. Archi nervosi e possenti, rumori di oggetti che gingillano, che si rompono, che deflagrano la membrana dei woofer e che poi rientrano nei ranghi, con la stessa facilità con la quale ne sono usciti, sono elementi che fanno di questo pezzo un’esperienza auditiva formidabile.

La sperimentazione per Einsturzende Neubauten è ormai campo talmente conosciuto da riuscire ad essere elaborata nella maniera migliore, cercando cioè di diventare fruibile e piacevole senza che i picchi rumoristici degli esordi prendano il sopravvento e lasciandoli, al contrario, agire in sottofondo al servizio di un’operazione musicale marchiata a fuoco e degna, una volta tanto, di essere definita Arte.


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