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Esce Bula Bula, Mina torna nei negozi

Bula Bula. Ovvero un posto astratto e fuori dal tempo, un'isola calma e silenziosa, il luogo ideale per chi nell'ombra ritrova la propria dimensione, lontana dalle tragedie e dallisterismo del quotidiano, un universo a se stante partorito dalla mente di Mina che oggi, 21 gennaio, torna nei negozi di musica con un album tutto nuovo, composto da dodici brani più una ghost track ("Fever") che sono lo specchio fedele del Mina-pensiero e che seguono fedelmente le sue sonorità ascetiche e contemplative.

Tredici perle piene di rancore, di rivalsa nei confronti degli uomini che da questo album ne escono con i cerotti.
Per dar vita a Bula Bula, Mina ha voluto accanto a sè un prestigioso parterre di collaboratori: da Alex Britti a Cheope, dal poeta Roberto Roversi a Roberto Vernetti e Nicolò Fragile. E poi c'è Massimiliano Pani, produttore, figlio e primo fan della tigre di Cremona.
Questo è un album particolare (come tutti quelli di Mina, del resto) e lo si capisce subito dalla copertina, in cui una Mina africana è seguita da un piccolo elefantino attaccato alla sua lunga treccia.
Ma torniamo a parlare degli uomini. Per capire l'opinione di Mina sull'altro sesso basta spingere play e subito si viene catapultati in "Vai e vai e vai", brano che hail difficile compito di aprire il lavoro e che da qualche giorno è trasmesso in tutte le radio.
La storia è di quelle attuali, con un uomo indeciso se seguire la fedeltà coniugale o intraprendere l'incerto cammino dell'adulterio.
E poi c'è "Portati via", un brano che parla di una lite di coppia e che si può riassumere nella strofa direbbe lei cretina, ma lui che gran coglione.
Fra gli 11 inediti c'è spazio anche per una cover di "La fin des vacances" di Henri Salvador, canzone delicata e perfettamente in linea con la musica di Mina.
Ma Bula Bula non è solo un posto dedicato alla vendetta e al rancore, c'è spazio anche per l'amore e per l'affetto di Alex e Edoardo, nipotini di Mina. Ci sono anche le loro voci in questo album.
Basta parlare di nuovo album che subito ci si interroga sulle possibilità di rivedere Mina dal vivo, magari in un concerto. Le speranze, ahinoi, si infrangono sulle parole di Massimiliano Pani: "No, credo che non se la senta. Lo ha fatto per tanti anni. E allora, con i locali da 2 mila posti al massimo, ci si esibiva per 250 serate all'anno per soddisfare le richieste. Che potrebbe fare, oggi, un concerto allo stadio? Si perderebbe tutta la magia della sua musica, legata ad un filo di voce, a un sussurro, a un'emozione".

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