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Fabri Fibra: "Le droghe? Una finzione. Me ne sono accorto in tempo"

Fabri Fibra affida la sua filosofia e le certezze acquisite ai dieci brani del suo nuovo album, Chi vuole essere Fabri Fibra?.

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La crisi economica, l'insostenibile leggerezza della fama e del successo, l'illusione delle droghe, la fuga dalle dipendenze, la falsità della tv: temi scottanti tutti trattati nel nuovo lavoro. In uscita venerdì c'è anche un dvd con scene inedite in studio, vita privata e backstage che si muove sulle stesse coordinate. E che, a detta di molti, è la parte più interessante del prodotto.

Fabri Fibra, all'anagrafe Fabrizio Tarducci, classe 1976, album di platino nel 2007 con Bugiardo, nel dvd lancia un messaggio ai giovani: "Mi è sempre capitato di dipendere da qualcosa, dalla droga, dalle donne. In questo momento ho deciso di dipendere da ciò che dà la musica, perché non è nociva. Tutto il resto invece ti ammazza. L'ho provato sulla mia pelle. Le droghe sono una finzione, un piacere momentaneo. Sono fortunato perché me ne sono accorto in tempo". Ma mette in guardia anche dalla tv: "E' finta, la gente a casa ci crede. Ma quando si spengono le telecamere, tutti se ne vanno a casa a pensare a cosa faranno il giorno dopo".

Sempre nelle sequenze del dvd avverte i suoi fan: "Dal di fuori pensano che vita fanno questi... passiamo la vita in macchina". Ma ammette: "Mi piace la gente che mi accoglie, invece che tornare nel buio". E racconta: "Scrivo come se fossi senza contratto, come se fossi uno sconosciuto" e nella title-track canta "Il mio rispetto va alla gente afflitta, alla gente che sa incassare la sconfitta".

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