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Federica Camba ad Excite: "Non etichettatemi come l'autrice delle canzoni di Amici"

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di Antonella Dilorenzo

Non chiamatela solo “l'autrice dei talent”, Federica Camba è un'artista completa che unisce la scrittura, alla composizione musicale, sino all'interpretazione finale sul palco. Ha solo 38 anni ed ha scritto centinaia di canzoni: per Nek, Laura Pausini, Marco Carta, Emma Marrone, Gianni Morandi, Umberto Tozzi, Yu Yu e moltissimi altri.
Il suo graffio vocale lo riconosceresti tra mille, la sua carica interpretativa è coinvolgente sino all'emozione. Il 14 maggio è uscito il suo secondo album di inediti “Buonanotte sognatori” e noi di Excite abbiamo scelto di scoprire l'artista che è in lei. Ecco cosa ci ha raccontato.

“Buonanotte sognatori” è il tuo ultimo album uscito il 14 maggio. Parlami di questo lavoro, com'è nato?

E' nato in tre anni di raccolta di canzoni. In questi tre anni ho fatto delle scelte abbastanza importanti perchè sentivo il bisogno di un'evoluzione, avevo la sensazione di dover aggiornare me stessa, di conseguenza ho viaggiato moltissimo, sono stata nelle città più grandi del mondo fino ad arrivare nei paesini con le case di fango dell'Africa e questa cosa mi ha inevitabilmente aperto la testa a nuovi pensieri, a nuove sensibilità anche su certi argomenti. Ho visto cose che non avevo mai visto, ho sentito dei sound, della musica che non avevo mai ascoltato, l'ho vissuta con mano. Ci ho messo tre anni perchè sentivo che avrei dovuto approfondire e questo approfondimento è stata un'esperienza di vita incredibile. Sai, quando ti tuffi dentro di te hai da scoprire tantissimo perciò questi stimoli esterni, degli sguardi che ho incontrato nelle città, sino alle storie che ho vissuto hanno creato un'evoluzione così grande che è quasi diventata una rivoluzione, e per questo che ci ho impiegato tre anni a raccogliere le canzoni giuste che riassumessero questo cambiamento.

In questo disco c'è molta della tua intimità, si avverte anche dall'interpretazione delle canzoni.

C'è una scelta autobiografica più forte per quanto riguarda i testi. Mi faceva molta paura all'inizio il fatto di buttare dentro tutto quanto perchè pensavo che la mia sofferenza per la mancanza di una nonna, nella canzone “Nina”, o la sofferenza per un amore non potesse interessare.
In realtà, ho poi capito che più sei sincero, più entri nel vero e più sei universale, in effetti le volte in cui mi sono sentita di condividere di più una cosa è stata proprio quando l'ho sentita vera e profonda, perciò non ho più paura di questa cosa.

Per la scelta del sound hai seguito lo stesso istinto innovativo dei testi?

Ci siamo divertiti a fare delle cose un po' atipiche, soprattutto per la musica italiana. Abbiamo utilizzato degli strumenti un po' particolari come la Dobro, una chitarra con la cassa di ferro, non in legno, quindi di rame ed ottone, la lap steel, l'ukulele, abbiamo rovesciato le chitarre acustiche e le abbiamo usate come percussioni, abbiamo utilizzato i cori sostituendo gli organi e i pianoforti utilizzando la voce come parte dell'arrangiamento e questo ha tolto un sacco di tastiere rinnovando il sound che risulta più acustico, ricercato, ma ugualmente immediato. Perciò sia nei testi che nel sound c'è stata una grande innovazione.

Hai parlato molto di rinnovamento tuo personale, nel sound, nei testi. In cosa c'è stato il cambiamento in te e com'era il tuo vecchio modo musicale?

In realtà ci sono più o meno gli stessi elementi di prima. Il mio sound è sempre stato di base la chitarra acustica solo questa volta che ci siamo spinti un po' oltre e il bisogno di evoluzione è diventato il bisogno di una persona , un bisogno artistico che diventa un bisogno personale.

Forse il raggiungimento di una maturità musicale dopo tutti questi anni di lavoro?

Avevo bisogno di ricerca, di stimoli nuovi, di frugare nell'angolino vedere cosa c'era.

“Nina”, canzone dedicata a tua nonna, e “Piccola” mi hanno molto colpita. Ho visto un po' di ritorno all'infanzia in questi pezzi, come mai hai scelto di inserirli e crearli?

Questi sono i due pezzi più autobiografici del disco. Ci sono delle canzoni che bussano un giorno e questo è il caso di Nina. È arrivata una notte: mi sono alzata dal letto, non potevo dormire con questo tormento. Ho deciso di metterla nel disco per quell'impeto che sentivo, era così vera ed importante quella sensazione, che non potevo esimermi dal farlo. Tra l'altro, quando ho registrato ho indossato una sua sottoveste e mi sono messa nello studio - ho il mio studio con Daniele Coro mio produttore co-autore e posso fare quello che voglio (sorride, ndr) - ho portato la sua foto a cui sono più legata e, mentre registravo, la guardavo negli occhi e questa cosa è stata un po' struggente. Gran parte della registrazione del canto l'ho voluta tenere originale, proprio come stavo cantando, con la voce che ogni tanto si spaccava. Quando dico “ti voglio bene”, mi veniva da piangere ed ho voluto tenerla perchè fosse vera. La cosa che mi piace dire di Nina che è una canzone che è uscita così, l'unica uscita con il pianoforte, l'aveva deciso lei, le altre sono venute fuori con la chitarra.

Chiudi il disco con una canzone dedicata all'Italia “Buonanotte sognatori”, come mai questo testo?

Mi piace che alla fine del disco ci sia questo augurio per l'Italia perchè non mi sono sentita di fare una canzone appositamente sul sociale, non è nelle mie corde, ma a 38 anni non posso esimermi dal fatto di dire “Io vedo quel che succede e lo sento tutti i giorni e voglio metterci del mio per un po' di speranza e positività”. C'è da vincerlo questo momento. L'Italia si è un po' dimenticata di quanto è bella e di quante cose ha da sfruttare.

Scrivi tantissimo, hai scritto qualcosa come 150 pezzi. Non ti è capitato di “copiarti”?

Quando scrivi così tanto ti accorgi dei tuoi gusti, delle parole che ti piacciono di più perchè inevitabilmente ti vengono spontanee come riassunto della sensazione che hai o degli scorci che per te sono assolutamente poetici e ti vengono più facilmente in testa, di questo mi sono accorta di ricadere su un mio gusto, però di ricalcarmi non mi è mai successo, e se dovessi sentirlo per quel giorno mollerei.

C'è stato mai il classico “blocco d'ispirazione”?

No mai, perchè impazzirei, fa parte così tanto della quotidianità scrivere, che poi sia tradotto in canzone, in un racconto, in una poesia, è lo stesso. Scrivo tantissimo, molto di più di quanto parlo e figurati (sorride, ndr)!

Ti occupi anche della musica per le tue canzoni?

Certo. Io e Daniele (Coro, ndr) scriviamo tutti e due tutte e due, sia musica che testo ed è una cosa molto atipica nella musica italiana perchè solitamente c'è chi fa la musica e chi il testo, invece noi scriviamo tutto insieme e questo dà più movimento a tutte le nostre canzoni, non è per forza la parola che segue la melodia, è anche il contrario, oppure semplicemente una melodia nasce già con quella parola.

Com'è nata questa la scrittura per i talenti di Amici?

È stato un piacersi casuale che rimane sempre casuale. Il giorno in cui abbiamo scritto “Immobile” (canzone cantata da Alessandra Amoroso, ndr) è arrivata la richiesta di far sentire delle nostre canzoni, e quando Maria ha sentito “Immobile” ci ha fatto subito chiamare a Roma e ci ha detto: “Ora mi fate sentire tutte le canzoni che avete scritto perchè le voglio tutte”. E così è stato in questi anni, ogni volta che avevamo delle canzoni in più che non tenevo per me lei ce le chiedeva e le facevamo sentire. Non mi piace essere etichettata come quella che scrive per i talent, in Italia la musica dei talent, poi, è sempre vista come musica di serie B, purtroppo c' è ancora questo pregiudizio che magari nel resto del mondo è passato.

Quali sono le tue fonti d'ispirazione per la scrittura? Pensi all'artista per cui la scriverai e ti lasci ispirare?

Io scrivo sempre pensando a me stessa non a qualcun altro, mi sentirei meno vera e la canzone sarebbe meno vera.

Hai scritto canzoni per molti artisti, Nek, Laura Pausini, Emma, Marco Carta. Vedendo il grandissimo successo di alcuni brani scritti da te ma cantanti da loro, non hai provato un po' di “invidia” pensando che quel grande ritorno di immagine mancato? Che saresti potuta essere tu il personaggio?

Non mi è mai capitato perchè nessuno mi espropria della mia canzone, decido sempre io di affidarla, quando darla, e significa che quella canzone non era giusta per me, per il mio percorso da cantautrice. Sono molto felice del successo delle mie canzoni, sono delle diramazioni di me.

Avresti mai partecipato ad un talent come Amici?

Se avessi 20anni probabilmente sarei costretta, visto che non c'è altro modo per poter uscire, soprattutto in Italia, anche se mi sentirei con l'acqua alla gola. Mi piacerebbe che ci fossero altre alternative per poter far uscire dei talenti.
Il talent ti obbliga ad essere una persona che deve essere conosciuta da tutti, invece l'artista di solito è un artista conosciuto per la propria arte non perchè è simpatico quel giorno o quel giorno ha litigato. In questi talent vale moltissimo il sapersi giostrare dietro e davanti le telecamere e questa cosa non è classica dell'artista ,ci sono stati artisti storici che probabilmente messi oggi in un talent andrebbero malissimo, non tutti devono essere adatti a stare 24h/24 in televisione.

Cosa ti aspetti da “Buonanotte sognatori”?

Non vedo l'ora di andare in giro a suonare queste canzoni e cercherò di farlo in tutti i modi possibili. Quest'estate inizierò con i posti estivi come le isole italiane del sud per poi fare un tour nei club quest'autunno e non vedo l'ora, è la seconda fase del mio mestiere - che in me non è tale, è una grande passione - che assolutamente ci vuole altrimenti è tutto troppo intimista. Ho voglia di buttare fuori e stare in quel posto così meritocratico che è il palco.

Che tipo di pubblico ti aspetti? Ti piacerebbe essere l'artista che riempie gli stadi o essere artista da club?

In realtà, se ti dovessi dire in sincerità, è normale che preferirei riempire gli stadi di tutto il mondo sarei pazza a dire il contrario, però il teatro ha una dimensione bellissima per fare concerti, il club instaura un altro tipo di rapporto con il pubblico, ogni posto ti permette di avere un interplay diverso con il pubblico, il club e il teatro sono bellissimi per questo tipo di scambio.

Grazie mille e in bocca al lupo!

Crepi!

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