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Fedez canta "Non sono partito", l'inno per il Movimento 5 Stelle con un "invito" per Napolitano: video e testo

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Fedez ha scritto “Non sono partito”, il nuovo inno del Movimento 5 Stelle guidato da Beppe Grillo. La canzone di Fedez è arrivata accompagnata da un video lyric dove si vedono sia immagini del cantante che delle persone che fanno parte del Movimento 5 Stelle. Il video, dopo aver narrato la storia di Fedez, di un'Italia corrotta dove avere un partito è praticamente impossibile perchè “In Parlamento non c’è spazio per i disonesti, sono già al completo”, si invitano tutti a partecipare alla manifestazione del 10, 11 e 12 ottobre al Circo Massimo. Fedez ha anche spiegato che non vuole influenzare politicamente il suo pubblico e che, per lui, non è “una mossa furba” ma è “orgoglioso di non far parte della cosiddetta ITALIA DEI FURBI”, come si legge chiaramente in un suo post su Facebook.

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Nel testo di “Non sono partito” di Fedez l'amarezza è tanta, condivisibile facilmente da molti italiani che si trovano alla canna del gas e non si sentono rappresentati, forse è proprio per questo che, già dalle prime ore online, il video ha superato le 40.000 visualizzazioni su youtube. Fedez esordisce cantando “Ti fidi ciecamente Repubblica non vendente, non si spiega.... in pratica è la Repubblica cieca”, dove secondo il rapper ci sono “milioni di elettori addormentati per vent'anni davanti ai televisori”.

Nel testo di “Non sono partito” di Fedez c'è anche spazio per un inciso su Napolitano con il passaggio “Caro Napolitano te lo dico con il cuore o vai a testimoniare oppure passi il testimone! Dove sono i nastri dell’inchiesta?”, naturalmente riferendosi all'inchiesta sulla trattativa Sato-Mafia. Dopo questa polemica si passa a una visione più storica con un gioco di parole che recita “Dalla marcia su Roma fino al marcio su Roma c’è solo un Movimento che va avanti all’infinito”, per poi concludere con l'affermazione cantata “No! Per voi non ci sarò! Io non sono partito. Un partito non ce l’ho”.

Naturalmente le puntualizzazioni politiche di “Non sono partito” di Fedez hanno subito smosso il coro delle critiche. Poco dopo la sua messa online Fedez ha scritto su Facebook che “(l'onorevole) Stefano Pedica ha avuto l'ardire di accusarmi di Vilipendio per il testo”, il rapper spiega che cosa sia il reato di Vilipendio e si chiede “come il fatto di augurarsi che il CAPO DELLO STATO si presenti SPONTANEAMENTE a deporre su una questione così delicata come la trattativa Stato-Mafia possa essere considerato un reato. A meno che non si ripristini la censura e tutto ciò che non è allineato con il potere venga etichettato come diffamatorio”. Fedez continua spiegando che il governo dovrebbe piuttosto occuparsi dei “veri problemi del paese” e spiega infine cosa lo ha portato a comporre questo inno “Ho deciso di espormi in prima persona e di metterci la faccia non certo per fare propaganda politica, semplicemente credo fortemente nel concetto di 'Cittadinanza Attiva' e scrivendo canzoni di professione, penso che questo sia il modo migliore per dare il mio contributo.Non voglio orientare le scelte politiche del mio pubblico e non ho la pretesa di essere nel giusto, ho semplicemente scritto quello che penso”.

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