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Fiorello

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Fiorello è una persona che catalizza inevitabilmente l'attenzione del pubblico, è nato con questa dote e su questo nessuno può aver nulla da ridire.
Per lui trovarsi in un palcoscenico multicolore, di fronte a milioni d'italiani teledipendenti o in una conferenza stampa davanti ad un "plotone" certamente inferiore di spettatori, per lui poco cambia. O nulla.
Rosario Fiorello è un one man show. Ha una qualità d'intrattenimento che gli viene spontanea, domina il suo pubblico, non gli dà tregua, lo tiene incollato alla sua voce, alle sue smorfie, alle sue battute per quanto tempo vuole.
Sarebbe capace, il "Fiore" di andare avanti per giorni, senza interruzioni pubblicitarie.

I suoi occhi sono vispi, la gestualità prorompente, le sue battute folgoranti, il suo sorriso coinvolgente.
Il ciclone Fiorello ha investito Roma in una soleggiata mattina di fine settembre, sotto l'occhio chic del lussuoso Hotel de Russie, splendida location nel cuore di Roma, scelta da Rosario per presentare alla stampa il suo lavoro discografico "A modo Mio", una raccolta di 13 delle sue celebri cover cantate in 8 puntate di "Stasera Pago io - Revolution".
Completo grigio a righe, camicia bianca sbottonata, baffetto anni '60 alla Modugno e cappello in tinta a coprire un acceno di capelli bianchi.
Circondato dai flash dei fotografi, dalle telecamere, dai microfoni, manco fosse Berlusconi, l'attenzione mediatica dei presenti si concentra solo su di lui.
E lui, come già detto, in mezzo a questo oceano di sguardi ci sguazza che è un piacere.
Ha un sorriso per tutti, una battuta per ciascuno, disponibile a firmare autografi e ad abbracciare sconosciuti.
"Fiore, Fiore, Fiore", i fotografi lo reclamano per uno scatto simpatico, per un sorriso. "Fiore guarda qui, Fiore facci il Gobbo, Fiore parti con Ignazio ".
"Ce vo na pazienza...", direbbe lui. E invece Fiore non fa una grinza, sta lì e posa per tutti, senza fiatare. Si mette un fiore in bocca, parla (a volte anche da solo), prende il cartellone promozionale del disco e se lo mette sotto braccio.
E poi decide che è arrivato il momento di passare alla conferenza stampa (FOTO) vera e propria.
Fiorello e la stampa musicale. Un binomio che raramente si è visto in passato.
A modo mio è un po' come cominciare un nuovo percorso: non più artisti da imitare, ma canzoni da reinterpretare.
Anticipato da una breve clip con la proiezione del video di "Città vuota", primo singolo del suo cd, Fiorello irrompe in sala con il fare del decano, di quello che sa perfettamente come gestire la platea che ha di fronte.
E le domande della platea non tardano ad arrivare.

Come mai la scelta di pubblicare un cd alcuni mesi dopo "Stasera pago io-Revolution" e non attendere l'arrivo di un nuovo spettacolo televisivo?

Se ne facciamo un discorso di promozione sarebbe stato sicuramente più semplice far uscire "A modo mio" in concomitanza con un mio programma. Invece io preferisco vedere questo lavoro come una scelta di cuore, prima che di portafoglio. Diciamo che il disco può essere visto come il seguito del programma televisivo.
Abbiamo dovuto scegliere fra un qualcosa come 80 canzoni leggendarie della musica italiana che abbiamo proposto nel corso delle 8 puntate di "Stasera pago io". Non è stato semplice.
Lidea di base era il divertimento. E' stato complesso ma allo stesso tempo entusiasmante proporre in un cd i 13 pezzi che più mi sono piaciuti cantare in trasmissione. La scelta dei brani è stata assolutamente una scelta artistica e non per motivi di vendite.
Io mi accontenterei di vendere anche solo 15mila copie ma so che le aspettative sono altre.

Nel video di "Città vuota" hai un look molto simile a quello di Domenico Modugno. Come mai questa scelta?

Ognuno di noi si sveglia ogni tanto e sente l'esigenza, guardandosi allo specchio, di cambiare. Io in questo periodo ho la "fissa" dei baffi e così eccomi qui, simile per alcuni versi nel look al mitico Modugno.
Per quanto riguarda la storia di questo video, invece... Ne avrei di cose da raccontare.
E infatti ve ne racconto una mitica.
Dovete sapere che quando si realizza un cd, si devono anche fare i videoclip (ride). Bene. Dovete anche sapere che io sono di una pigrizia pazzesca. Per questo motivo ogni volta che mi dicono: "Fiore, tocca fare un video", io mi spavento al solo pensiero del lavoraccio che mi toccherà fare.
Per Città vuota avevamo pensato di rendere protagonista nel video una famiglia molto anno '60, che si ritrova a guardare la televisione e dentro lo schermo ci sono io che faccio il mio vero mestiere: l'intrattenitore, appunto.
Alla fine, invece, le cose sono cambiate.
Un giorno stavamo facendo uno spettacolo a Palermo e mi era venuta in mente lidea di mostrare al pubblico il video che avevamo girato. Mi avevano però detto che il video non era ancora montato, e che era pronta solo la parte relativa al momento in cui faccio il playback. Beh, alla fine ho detto: "Eccolo il video, è già pronto. Va benissimo così". E della famiglia anni '60 non ne è rimasta traccia.

Scorrendo fra i brani presentati in questo cd, ce n'è uno che verrà presentato anche in un album tributo. Si tratta di A muso duro, uno dei classici di Pierangelo Bertoli. Come mai la scelta di inserirlo nella tracklist?

"A muso duro" l'ho inserito nel cd perchè mi piace da morire e perchè la suono da almeno un paio d'anni. La utilizzavo anche come chiusura dello spettacolo Fiore, nessuno e centomila. Pierangelo Bertoli è stato uno dei grandi artisti della musica italiana. Secondo me è stato un cantautore troppo presto dimenticato. Rispetto ad altri artisti scomparsi, come Lucio Battisti e Fabrizio De Andrè, Bertoli ha avuto meno attenzione e questa cosa non l'ho trovata granchè corretta.

Che cosa è rimasto del Fiorello del passato? Come sei cambiato in questi anni?

Mi reputo una persona disponibile, più matura, orgogliosa di ciò che ha fatto e di ciò che sta facendo. Penso che senza il passato non sarei quello di oggi. Con questo non voglio dire che non ho mai sbagliato, anzi. Solo che una persona intelligente impara anche dai propri errori.
Oggi sono più sereno e tranquillo, anche nel lavoro che faccio.
La gente deve anche pensare al brusco passaggio che ho avuto a 30 anni quando, da animatore nei villaggi turistici, mi sono ritrovato catapultato in televisione a Dj Television, con il codino e con 1000 persone che ti aspettano sotto casa.
Un impatto del genere avrebbe devastato chiunque, non solo me.
Diciamo che avrei preferito arrivare al successo per gradi ma di certo non mi lamento.
Io di mestiere faccio l'intrattenitore. Mi piace far ridere e cantare la gente ed è per questo che amo così tanto il lavoro che faccio oggi.

Cosa ne pensi dei reality show? Ti piacciono? Li guardi?

Scherzi? I reality mi fanno impazzire! Vorrei un reality ad ogni ora del giorno, dalla mattina alla sera. E lo sai perchè? Perchè così quando arrivo io a presentare un programma differente tutti fanno: "Ah, meno male, ecco Fiorello con un programma diverso!".
Scherzi a parte, io adoro l'Isola dei Famosi. Vedere il Merolone da solo, su una spiaggia, a parlare con le lucertole è una cosa s-p-e-t-t-a-c-o-l-a-r-e!

E del nuovo Sanremo targato Bonolis cosa ci dici?

E che vi devo dire? Io non ne so nulla. Spero che Paolo riesca adare una smossa, una scarica di adrenalina al programma.
L'unico commento che posso fare è che sono felice del fatto che abbiano messo un tetto massimo di tre minuti alla durata delle canzoni. Credo che questo aiuterà a tenere alta l'attenzione sullo show.

Cambiamo per un secondo tema e parliamo della vicenda Pippo Baudo. Come l'hai presa la storia di una colonna come Pippo licenziata in modo piuttosto brusco dalla Rai?

Mi è dispiaciuto moltissimo per Baudo. Non ho condiviso affatto la scelta della Rai di rimandarlo a casa.
Una persona come Baudo chiede solo rispetto. Insomma, Baudo è Baudo e vorrebbe solo essere trattato come tale. Invece non so quanto la Rai abbia avuto stima per lui.
"Lo abbiamo licenziato per motivi anagrafici", hanno detto, "la Rai si deve ringiovanire". Eppure non mi pare che dopo l'addio di Baudo siano arrivati nuovi talenti. I nomi che girano sono sempre gli stessi.
La professione del presentatore è diversa da quella del calciatore. In tv un personaggio puù durare oltre i 70 anni. Guarda Vianello che continua a far ridere nonostante l'età.
Non sono d'accordo con la linea del "diamo spazio ai giovani".
Se la Rai avesse agito con me come ha fatto con Pippo avrei reagito esattamente come lui.
Poi, fra le altre cose, ci si è messa pure Katia di mezzo (il riferimento è al divorzio fra Baudo e la Ricciarelli, ndr). Comunque Pippo si è ripreso alla grande e vedrete che presto tornerà.

Hai mai pensato di fare un album con brani inediti?

Sinceramente non ne sento la necessità. E poi ci sono già Eros Ramazzotti, Baglioni, Antonacci che tengono alta la musica italiana.
Fare un album di inediti vorrebbe dire anche fare promozione, girare l'italia, partecipare a tour... tutto troppostressante per una persona pigra come me. E poi non sono capace a scrivere canzoni.
Ad oggi lunico brano mio che ho inciso è stato La forza dentro me, che venne incluso nellalbum Saro Fiorello.

Per il momento va benissimo così.

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