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Fondazione Lebowski - Zimmerman’s Garage

Etichetta: Sala Orange - Voto: 6.5
Brano migliore: Isis

In un momento in cui i tributi e le commemorazioni riguardo l’opera di Bob Dylan sembrano spuntare come funghi, giunge gradito questo esordio discografico di una delle formazioni più interessanti della mia città.
Chi segue la scena underground, probabilmente si ricorda di un gruppo chiamato Elicotteri che negli anni 90 s’era messo in luce come una delle più brillanti esperienze del post punk italiano. Il gruppo si sciolse più o meno nel periodo in cui Luca Pighi e Marcello Adami (batteria e basso) si unirono, assieme al chitarrista Federico Mosconi, a Claudia Bidoli per dar vita all’esperienza E102.

Ruggero Falziroli, mente vulcanica degli Elicotteri, intanto, si cimentava nella scrittura e nella preparazione di alcune canzoni di stampo pop rock (mai venute alla luce) per poi improvvisamente venire colpito dall’urgenza semplice e pura di suonare e cantare.
Fu proprio quell’urgenza che lo costrinse a chiamare di nuovo attorno a se la vecchia band, con Luca Motta al posto di Mosconi, e, cambiando totalmente direzione, dedicarsi semplicemente alla mera passione per il rock degli anni 60 e 70. Nacquero i Lebowski (nome mutuato dal celebre film di Joel Coen) e un repertorio costruito attorno a classici di Jefferson Airplane, Neil Young, Velvet Underground, Creedence Clearwater Revival e così via.
Un’esperienza di puro divertimento live che ha permesso alla band di consolidare un affiatamento davvero invidiabile che li porterà prestissimo a rimettersi in gioco su territori più personali. Ripercorrendo quelle strade, quelle dell’amore per il rock sanguigno del passato, Falziroli è tornato a rimettere in gioco il repertorio dei vecchi Elicotteri e a tirar fuori dal cassetto qualche spartito dimenticato per fare del suo gruppo anche una proposta artistica con tutti i crismi.

Ecco quindi che spunta una nuova direzione, con il nome che muta in Fondazione Lebowski, con questo primo CD intitolato “Zimmerman’s Garage” che s’impone come un’ideale momento di transizione. E difatti, qui, Dylan vive quasi in sottofondo, lasciando che le riletture del gruppo ne facciano qualcosa di estremamente acido, corrosivo e, soprattutto, nuovo.
Il repertorio di Mr. Zimmerman esaminato va dai gloriosi anni 60 di The Freewheelin’ (Girl from the North Country) fino a quello più recente di Oh Mercy! (Maggie’s Farm) passando per due inevitabili momenti di Desire del 1976 (Isis e la celebre Hurricane).

Se vi piace Dylan, sicuramente amerete queste versioni, per la loro capacità di essere riverenti quanto innovative. La forza espressiva della Fondazione Lebowski riesce a rendere omaggio al Maestro, senza mai perdere di vista la creatività che, mai come ora, ci sembra brillante e decisiva. Ora un disco di inediti diventa fondamentale, magari optando per testi in italiano… evitando questo inglese che, ahinoi, ogni tanto sguiscia nel maccheronico.

La tracklist:
Girl from the north country
Like a rolling stone
Isis
Just like a woman
Most of the times
Hurricane
The times they are a-changing
I want you
Maggie’s farm
Like a rolling stone (reprise)

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