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Canzoni sbagliate, gli errori grammaticali e storici nei brani più famosi

Vi è mai capitato di notare errori grammaticali e non solo nei testi di canzoni famosissime? A volte si tratta di licenze poetiche, in altri casi proprio di sviste. Il Trio Medusa su Radio Deejay ha lanciato l'hashtag #canzonisbagliate (dopo il successo di quelle travisate), segnalandone alcune. Partiamo da "La leva calcistica del 68" dove De Gregori si lascia andare usando un "con" di troppo al posto di un "di" nella frase: "Sono innamorati da dieci anni con una donna che non hanno amato mai".
Il "Ragazzo Fortunato" Jovanotti usa il "che" al posto "di cui" nella frase: "Sono fortunato perchè non c'è niente che ho bisogno".
In "Una carezza in un pugno" Adriano Celentano commette l'errore di coniugare il verbo in modo sbagliato e "stia" diventa "stai" nella frase: "Ma non vorrei che tu a mezzanotte e tre stai già pensando a un altro uomo".
In "Una carezza in un pugno" Adriano Celentano commette l'errore di coniugare il verbo in modo sbagliato e "stia" diventa "stai" nella frase: "Ma non vorrei che tu a mezzanotte e tre stai già pensando a un altro uomo".
Il "Tulipano nero" ha accompagnato l'infanzia di molti bambini ma con un errore storico nella sigla cantata da Cristina D'Avena dove la rivoluzione francese veniva collocata al 4 luglio invece del 14 luglio.
Nella bellissima "Scrivimi" cantata da Nino Buonocore si può sentire la frase: "A me basta di sapere che mi pensi ogni minuto". L'errore grammaticale è facilmente intuibile, era sufficiente scrivere "a me basta sapere" senza usare il "di".
Non esenti da errori nemmeno la coppia Mogol-Battisti che in "Ancora tu" dimentica di usare un "non": "Ancora tu ma non dovevamo vederci più".
Non esenti da errori nemmeno la coppia Mogol-Battisti che in "Ancora tu" dimentica di usare un "non": "Ancora tu ma non dovevamo vederci più".
I giovanissimi Lunapop in "Un giorno migliore" cantavano: "Prima che tu te ne vai da me". Vada, Cesare, si dice vada!
Non fa eccezione Ligabue che in "Non è tempo per noi" canta: "Se un bel giorno passi di qua" invece di usare "passassi".
Anche Guccini ne "La Locomativa" dimentica il congiuntivo nella seconda parte della frase: "Non so che viso avesse, neppure come si chiamava".
Ancota un errore per Celentano questa volta nel pezzo "Mondo in mi 7a" dove dice: "I giornali, qualche volta, esagerano sempre un po'". Caro Adriano, qualche volta o sempre?
Per chiudere errori anche ne "Il coccodrillo come fa" dove il verbo viene coniugato male: "Non c'è nessuno che lo sa". Poveri bambini!
Per chiudere errori anche ne "Il coccodrillo come fa" dove il verbo viene coniugato male: "Non c'è nessuno che lo sa". Poveri bambini!

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