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Francesco De Gregori a Blogo in diretta: "Nel mio disco c'è più serenità"

Francesco de Gregori, nei negozi di dischi con il suo ultimo lavoro discografico, "Sulla strada", è stato ospite di Antonello Piroso a Blogo in diretta con un'intervista esclusiva davvero piacevole.

Ascolta "Sulla strada", uno dei brani tratto dal nuovo album di Francesco De Gregori

Inaspettatamente si comincia con una lunga chiacchierata sullo sport e soprattutto sulla Roma, De Gregori è un grande fan: “Quando vedo giocare la Roma di Zeman, trovo che le altre partite siano noiose. Il gioco della Roma di Zeman sta da un'altra parte, sono un po' fazioso! Totti è veramente un signore della serietà, anche nel porsi davanti alla gente, anche De rossi.”.

La piacevole intervista di Piroso e De Gregori inevitabilmente vira sull'ultimo disco “Sulla strada”. Un'analisi dei 9 brani del cantautore romano in particolar modo di “Guarda che non sono io". Si accenna anche al lato romantico che c'è nel disco a quell'episodio musicato in cui si racconta di: "una signora che pattinando lascia cadere un guanto, come le classiche storie d'amore. Dopodichè la storia prende un andazzo onirico, il guanto viene scaraventao in mare, perso..Alla fine è una canzone d'amore e di passione".

Nel nuovo lavoro musicale, come racconta l'autore: “Non so se c'è ottimismo in questo disco. Non so se l'ottimismo appartiene alla sfera artistica, appartiene più a un politico, credo in questo disco ci sia più serenità”.

Sulla sua lunga carriera musicale,i suoi lavori dice: "Ho scritto canzoni non militanti, ma che avevano una visione della cronaca come “Viva l'Italia”, “La storia siamo noi” perchè ogni età è un periodo a sé stante. Non era questo il disco (Sulla strada, ndr) da fare sul mondo che mi circonda. Da cittadino non sto con gli occhi chiusi, ma non necessariamente adesso si ripercuote su quello che scrivo. Succede che la gente che sente le mie canzoni vuole capire di cosa parlino, è difficile, soprattutto se è una bella canzone, come un quadro. Anche un quadro, è difficile dire di cosa parla!”

Sul suo rapporto con la televisione racconta di essere un pò restio: " “Il rapporto con la televisione non è migliorato, credo di saperlo gestire meglio, ma la tv non dà spazi o a chi fa il mio mestiere. Si, ci sono i talent, ma non posso andare io al talent. Rimpiango alcuni trasmissioni come Doc di Renzo Arbore”

Inevitabile il ricordo del suo amico/colega Lucio Dalla: "Ho trapiantato “Come è profondo il mare” sul finale di Santa Lucia. Ognuno vive la scomparsa degli altri come vuole, io ho fatto così".

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