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Francesco Facchinetti a Excite: 'Con Re Julien ho riscoperto i cartoni. The Voice? Forse. Lancio un appello a Expo…'

  • Uff.St

di Antonella Luppoli

Ha una voglia di vivere impressionante, idee sorprendenti e una forza incredibile. Francesco Facchinetti è tutto questo e molto altro. Noto ai più, come il figlio di papà – da tutta la vita si porta addosso il marchio di fabbrica – ha ormai imparato a conviverci, a farne uno dei suoi punti di forza. Se si va poco oltre il cognome ci si rende conto di come il ragazzo (eterno Peter Pan, nonostante sia papà di due bambini) ha tre qualità rare: la creatività, la generosità e la voglia di mettersi in gioco che fanno di lui un eclettico 3.0. In questi giorni in onda su DeAKids (Sky canale 601) alle 19.55 con "Tutti pazzi per Re Julien", una serie tv animata (prodotta da Dreamworks Animation Television). Francesco ha raccontato a noi di Excite.it quanto si sia divertito nel corso di questa incursione nel mondo dei bambini, ci ha detto che spera di tornare a "The Voice of Italy" in tandem con papà Roby e poi ha lanciato un appello agli organizzatori di Expo: "Sfruttiamo quello spazio per crearci la città dei giovani".

Partiamo da "Tutti pazzi per Re Julien", quanto ti sei divertito?

"Mi sono divertito veramente tanto perché io sono veramente legatissimo a quel cartone. Quando diventi padre riscopri i cartoni animati. Io li ho riscoperti con mia figlia. Re Julien lo conoscevo già da Madagascar, tra i miei titoli, e tra l’altro mi assomiglia un sacco. Lui si trova a dover governare il mondo dei lemuri ma ha una gran voglia di far festa, quindi è sempre diviso tra il dovere e il piacere. Un po’ come me".

Ci stai dicendo che Mia e Leone guardano "Tutti pazzi per Re Julien"?

"Non solo Mia lo guarda e le piace, ma Re Julien ha compiuto un miracolo. Grazie a lui io esisto per mia figlia (ride,ndr). In tv, lei guarda i cartoni e quindi solo ora io sono entrato nel suo mondo. Continuava a dire: "Che buffo che sei papà, che buffo"; era felicissima di vedermi in televisione. Leone invece è ancora troppo piccolo".

Con "Re Julien" sei tornato a cantare, la musica resta l’arte che preferisci?

"Per evidenti ragioni sono cresciuto con la musica e amo l’arte in generale. Sono stato felice di cantare la sigla di "Tutti pazzi per Julien" che originariamente è un pezzo degli LMFAO gruppo che adoro. Inoltre, la partecipazione a questa serie mi ha permesso di conoscere il papà di Dreamworks, Jeffrey Katzneberg, un genio che è riuscito, insieme a Steven Spielberg, a fare un sacco di cose belle".

Archiviata questa bella esperienza tornerai a "The Voice of Italy"?

"Non lo sappiamo ancora. Noi, io e mio padre, ovviamente saremmo felicissimi di tornare però non sappiamo ancora nulla".

Stonex One, lo smartphone di Francesco Facchinetti

Possiamo dire che tu e papà Roby siete disponibili?

"Assolutamente sì".

L’anno scorso nessuno avrebbe scommesso su di voi eppure avete portato alla vittoria Fabio Curto…

"E’ una costante della mia vita. Volevo fare il calciatore e nessuno voleva darmi credito eppure sono arrivato a giocare nelle giovanili dell'Inter; volevo fare il cantante e tutti mi dicevano: "Ma dove vai?", ok avevano ragione ma ho fatto comunque la canzone che ha venduto di più in Italia. Quando ho creduto nel progetto di Stonex One mi hanno detto che ero folle e abbiamo venduto 20 mila device in 5 giorni. Insomma, se hai un idea e tutti dicono che andrà male credici ancora di più perché vuol dire che è geniale".

A proposito di televisione, stai guardando X Factor che è stato il tuo gioiellino per anni?

"Sì certo, Skin è fortissima. Mi piacerebbe che Elio si sporcasse un po’ di più le mani, cioè che fosse un po’ meno politically correct".

Secondo te, si sente o non si sente la mancanza di Morgan?

"Eh va beh, io l’ho voluto fortemente Morgan a X Factor all’epoca in cui eravamo ancora in Rai. Quindi sì si sente, ma non perché a questa giuria manchi qualcosa, ma perché Morgan è un fuoriclasse, è il giudice migliore al mondo dal mio punto di vista: è eclettico, glam, ha una cultura musicale spaventosa e pronto a sacrificare anche se stesso per lo show. Gioca una partita a parte, cioè se c’è fa la differenza e se non c’è senti che non c’è".

Tu cosa guardi normalmente in tv?

"I programmi belli sono davvero pochi e spesso sono la versione italiana di format stranieri. Ma non è una polemica eh, meglio trarre ispirazione dell’estero che fare delle cose italiane senza successo. Guardo appunto X Factor, Italia’s Got Talent, Pechino Express, Tu si que vales. ".

Anche il Grande Fratello con Alessia Marcuzzi?

"Certo Priorità alle cose famiglia (ride, ndr) a parte gli scherzi i programmi in cui c’è qualcuno della mia famiglia li guardo sempre".

Anche Tu si que vales perché c’è Francesco Sole, una delle tue scoperte.

"Sì lo guardo a prescindere da Francesco perché sono un grande ammiratore di Maria De Filippi. Essendo un appassionato e onnivoro di televisione nei programmi di Maria De Filippi vedo la perfezione, o quasi".

Qual è la tua coppia preferita dii Pechino Express?

"Quella de Gli Antipodi formata da Andrea Pinna e Roberto Bertolini. Adoro Costantino Della Gherardesca anche se lui mi ha insultato diverse volta, ma quello fa parte del suo personaggio. Credo sia un bravissimo conduttore, unico nel suo genere".

Tu sei anche un manager, in base a che cosa scegli i tuoi talenti?

"Non faccio il manager, ma il fratello maggiore. In base a una cosa che io chiamo magia che non è data da quanta gente ti segue e ti apprezza ma da che cosa succede quando tu fai qualcosa".

Francesco Facchinetti, tatuaggio a "The Voice": il video

Sei un talent scout che scommette su personaggi non famosi ma non sei più solo, anche Niccolò Presta con la sua "Getting Star" punta sul web. E' un problema essere in due?

"Assolutamente no, ci siamo sentiti un po' di tempo fa e gli ho detto che mi piacerebbe collaborare con lui perché certamente lui ha delle cose che io non ho e io ho delle cose che lui non ha. Insieme potremmo fare benissimo, sono convinto che la collaborazione rafforza non indebolisce".

Ti occupi di musica, tv, managment, tecnologia ma che cosa ti piace fare di più?

"Mi piacerebbe creare un polo fisico in cui si possano creare progetti di successo in ogni ambito e in ogni settore. Un posto che faccia dire al mondo che anche in Italia si creano cose di successo. Mi piacerebbe creare una Silicon Valley del talento, dando credito ai giovani".

Dove ti piacerebbe crearlo?

"Lancio un appello agli organizzatori di Expo: una volta finita l'Esposizione Universale perché non utilizziamo quegli spazi per creare la Città dei Giovani? E' bellissimo, non lo perdiamo e diamo ai giovani. Ci vuole tempo per farla e io mi posso permettere di impiegare il mio tempo in un progetto così ambizioso. Possiamo chiedere al Presidente della Regione, Roberto Maroni se ci può ricevere per parlargli del nostro progetto? Possiamo provare per una volta a scommettere sui giovani?".

Ma non ti piacerebbe fare politica?

"La politica è la cosa più lontana in assoluto in questo momento da quello che voglio fare io. Assolutamente".

Ma non ti hanno mai proposto di candidarti?

", ma non ti dirò mai dove e per chi... (ride, ndr)".

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